
Esiste un 'caso Toscana' per la meningite meningococcica? Siamo di fronte a un’epidemia? Vaccinarsi può essere sufficiente per mettersi al riparo dai rischi ad essa connessi? Sono solo alcune delle domande che le autorità sanitarie toscane si sono sentite rivolgere in questi mesi da cittadini e giornalisti nell’annus horribilis' per questa grave infezione che conta allo stato attuale 34 casi ufficiali (28 causati dal meningococco di sierotipo C, 4 dal sierotipo B, 1 del ceppo W e 1 non noto) e ben 7 decessi.
Sebbene la campagna vaccinale1 messa in atto dalla Regione abbia registrato un’impennata di adesioni nelle ultime settimane, non è stato ancora raggiunto l’obiettivo prefissato dei 900mila vaccinati. Nella popolazione convivono però due sentimenti antinomici: il timore della malattia e la diffidenza nei confronti del vaccino, che si alternano e prevalgono in relazione alla segnalazione di nuovi casi.
Che fare oltre a quanto già intrapreso? Questo è l’interrogativo per epidemiologi, infettivologi, pediatri, medici di medicina generale.
"I casi verificatisi in Toscana – spiega il dottor Francesco Menichetti, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Aoup – fanno pensare a una importante diffusione del microrganismo nel territorio toscano, fenomeno che andrebbe quindi studiato con la ricerca dei colonizzati dal meningococco nel rinofaringe (cosiddetti portatori).
E’ necessario capire se la diffusione è circoscritta a determinate aree territoriali o gruppi di età e se sia dovuta al ceppo ST 11, particolarmente aggressivo e causa di setticemie ad elevata letalità.
La mappatura dei portatori, nel caso identificasse aree territoriali circoscritte, potrebbe indurre a combinare alla strategia vaccinale anche quella della profilassi antibiotica.
La cosiddetta ‘immunità di gregge’ è evidentemente ad oggi insufficiente e l’adesione alla campagna vaccinale va implementata, proprio in concomitanza della stagione influenzale, che potrebbe favorire la diffusione del meningococco.
La campagna vaccinale ha bisogno perciò di testimonial e di un uso massiccio dei media a tutti i livelli, per intercettare la popolazione target che va ben oltre l’età scolare ed arriva ai 45 anni".
Da ricordare poi l’importanza della vaccinazione antinfluenzale annuale offerta agli over 65 ed alle categorie a rischio, così come la vaccinazione contro lo pneumococco proposta ai nati nel 1950 che rappresenta una delle novità della campagna vaccinale 2015-2016 in Toscana.
"Quello che bisogna far capire alla popolazione – prosegue Menichetti – è che vaccinarsi è necessario ed utile a se stessi ed a tutta la comunità, inclusa quella familiare.
Se oggi siamo in grado di sconfiggere malattie un tempo letali (poliomielite, morbillo etc.), è proprio grazie all’enorme passo avanti rappresentato dai vaccini che debbono tornare obbligatori per l’accesso dei bambini a scuola".
In questo contesto si apre la X edizione del Corso avanzato di terapia antibiotica che si terrà, come di consueto, all’Hotel San Ranieri dal 16 al 18 novembre, riunendo a Pisa i massimi esperti del settore.
Si parlerà della sfida della resistenza antimicrobica, oggi rappresentata dai bacilli gram-negativi resistenti agli antibiotici carbapenemici, delle infezioni da Candida e da Clostridium difficile che negli ospedali hanno assunto una dimensione endemo-epidemica, spesso compromettendo l’iter assistenziale dei degenti.
Verranno presi in esame gli aspetti epidemiologici e diagnostici, il ruolo dei laboratori di microbiologia e farmacologia e la specifica gestione delle infezioni, non trascurando ovviamente quelle causate dai batteri gram-positivi.
Come tutti gli anni il congresso sarà aperto dal Focus su Hiv affrontando la sfida attuale rappresentata non solo dalla terapia antiretrovirale ma anche dalle conseguenze dell’aging precoce, che espone i pazienti in terapia alle complicanze cardiovascolari, metaboliche e neoplastiche non direttamente correlate all’infezione da Hiv.
Infine si affronterà il tema del trattamento dell’epatite da Hcv con una sessione espressamente dedicata alle nuove, rivoluzionarie e costose terapie utili per eradicare l’infezione ma purtroppo non ancora disponibili per tutti i pazienti.
- Il dottor Francesco Menichetti
- Il dottor Francesco Menichetti
Fonte: Azienda ospedaliero-universitaria pisana
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