
"Da lontano. Via etere la notizia della scomparsa di Antonio Bassi. Un coetaneo. Da sempre un empolese come tanti di noi che siamo cresciuti e ci siamo radicati in questa terra vivendo passioni diverse ed impegni ‘professionali’ che ci obbligavano a non perderci di vista.
Antonio Bassi era La Nazione ad Empoli. Una persona ed un giornalista che conosceva la nostra Citta’ e le vicende che la caratterizzavano nel corso del tempo. Antonio sapeva aprire le sue finestre anche ai cittadini, dando loro la parola scritta del giornale, per indicare un diritto offeso o ignorato. E’ cresciuto con le vicende ultra decennali di Empoli nell’ultimo mezzo secolo.
Il giornalista di una “pagina” importante come quella de La Nazione di Empoli non poteva che essere, per principio, il contro altare del “potere locale”. A prescindere. Non poteva concedere sconti a nessuno, neppure al sindaco con cui godeva della prima promozione della squadra dell’Empoli in serie A. Cosi’ come quando la Zignago arrivo’ al Castelluccio e salvo’ un punto importante del lavoro e della produzione vetraria empolese era contento e telefonava per sapere. Ma non faceva sconti. Era consapevole che non solo poteva e doveva informare, ma soprattutto aiutare la formazione di un’opinione pubblica consapevole, rigorosa, potremmo dire adulta. Per Empoli con la mia Raleigh in zona stazione ci incontravamo per combinazione. E continuavamo una filastrocca sul calcio, meglio dire sull’Empoli, di questo tipo ... “senti Antonio a me basterebbe un uno a zero al novantesimo ...” sorrideva e faceva capire che sarebbe stato ultra contento. Ciao Antonio".
Varis Rossi, ex sindaco di Empoli
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