Cerbaiola, il commento di Giacomo Artini dopo il consiglio: "Finalmente il futuro non fa più male"

Giacomo Artini (da facebook)

Pubblichiamo di seguito il post di Giacomo Artini, figlio del proprietario dei terreni in cui dovrebbe sorgere il nuovo centro per disabili del Terrafino a Empoli, relativo alla questione Cerbaiola di cui si è dibattuto in questi giorni e di cui ieri, martedì 10 novembre, si è parlato in consiglio comunale.

"Avevo 10 anni quando per la prima volta incontrammo l'allora sindaco di Empoli per avviare la realizzazione di un centro per persone affette da autismo. 16 anni sono passati, 16 anni di riunioni, permessi, strette di mano, promesse. 16 anni di NULLA. Di indifferenza.

Il futuro faceva male, ragazzi autistici e famiglie che nei loro silenzi gridavano aiuto non erano ascoltati da nessuno. Non fa notizia il bambino autistico che cerca di uccidersi perchè sente che la società non lo vuole, non va sul giornale la madre che deve lasciare il lavoro e chiudersi in casa perché non può permettersi un terapista. Sei solo. Il futuro fa male. Si perché un padre e una madre lo sanno, il loro ragazzo speciale è solo,loro sono la sua vita,loro sono tutto,nessun altro lo amerà mai quanto loro, lui non avrà mai una famiglia, un lavoro, un amico. E quando loro non ci saranno più? Il futuro fa male.

Oggi, alle 2.25 del mattino, dopo 5 ore di dibattito in consiglio comunale sul tema della realizzazione di un centro per ragazzi disabili, sento finalmente le seguenti parole: "votazione favorevole, la delibera è stata approvata". Non ci posso credere. Mi giro, vedo mio padre annuire con la testa, occhi pieni di gioia, lo sguardo fiero di chi ha vinto una guerra contro l indifferenza durata anni. Vedo famiglie li presenti ritrovare una speranza per i loro figli dopo anni di solitudine, di dolore. Vedo un futuro per mio fratello, vedo un futuro per tanti ragazzi, anche per coloro che vivono chiusi in casa, abbandonati dalla società, ignorati, che finalmente potranno vivere una vita, non da segregati, non da reclusi dalla società, ma da persone. Vedo un futuro per i genitori, perché finalmente sanno che il giorno in cui non potranno piu camminare al fianco del loro ragazzo speciale, lui non sarà solo, sarà amato e curato dai suoi terapisti, dai suoi amici.

Vedo le mie mani tremare dall'emozione, il cuore batte forte, molto forte, ma mai forte quanto la gioia che cresce dentro di me. Dopo 16 anni, finalmente, il futuro non fa più male".

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