Inceneritore, il Prc: "E' l'ora di fare chiarezza, anche l'Arpat ha espresso preoccupazioni"

"Il Dipartimento Arpat di Pistoia, nei giorni scorsi, ha reso note le proprie valutazioni tecniche in riferimento alle emissioni dell'inceneritore di Montale.

Nel rapporto Arpat si evidenziano valori anomali di microinquinanti (diossine e furani) ed il superamento per il parametro dell'ammoniaca.

A conclusione della verifica effettuata, l'Arpat esprime serie preoccupazioni in merito all'affidabilità della gestione dell'impianto.

Finalmente un'agenzia pubblica, istituzionalmente preposta alla tutela dell'ambiente, ha messo il dito sulla piaga della gestione dell'impianto affidata alla società Ladurner che, a suo tempo, eseguì i lavori di ampliamento del termovalorizzatore.

Costituisce già un'anomalia che il Cis continui, ormai da anni, a far gestire l'impianto alla Ladurner.

Normalmente ogni azienda, dopo l'acquisto di  macchinari ed impianti di qualsiasi tipo, si avvale delle prestazioni della ditta fornitrice per un lasso di tempo limitato alla fase del collaudo e della messa a regime dopodiché passa la conduzione al proprio personale appositamente addestrato.

Perché il Cis non affida la conduzione diretta dell'impianto al proprio personale limitando gli  ingenti costi derivanti dall'esternalizzazione ?

Il problema degli sforamenti dei limiti di emissioni in atmosfera non è nuovo, con un precedente eclatante che risale al mese di luglio del 2007.

In questi anni è successo di tutto: sforamenti dei limiti di legge delle emissioni, interramento delle ceneri di risulta, uso di carboni attivi di scarsa qualità , procedimenti giudiziari a carico di amministratori e dirigenti, etc. etc.

Ciò nonostante, benché l'orchestra abbia ripetutamente stonato, i suonatori sono sempre gli stessi a cominciare dal direttore generale, Ing. Perruccio.

In qualsiasi azienda seria, sia privata che pubblica, dopo quello che è accaduto, la dirigenza  sarebbe stata, da tempo, sostituita.

Perché i sindaci dei tre Comuni azionisti-proprietari del Cis – Spa non hanno mai preso in considerazione l'ipotesi di un cambio di vertice della “governance” dell'azienda ? Forse per motivi di contiguità politico-partitica fra amministratori pubblici e dirigenti ? 

Il Circolo di Rifondazione Comunista di Agliana condivide le istanze delle opposizioni di Sinistra dei Comuni di Agliana a Montale che  chiedono alle amministrazioni dei due Comuni un'azione più incisiva nei confronti del Cis ed una presa di posizione netta in merito ai recenti sforamenti del termovalorizzatore  anche alla luce delle recenti valutazioni dell' Arpat .

Non condivide che al gruppo eterogeneo di  coordinamento delle opposizioni, “Io non ci sto” si siano associati consiglieri della destra di Montale fra cui la D.ssa Gianna Risaliti, esponente di Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale, che nella precedente legislatura nella sua qualità di vice-sindaco della giunta di centro-destra  non si è opposta alle pur evidenti carenze gestionali del Cis ed alle note criticità  che si verificavano nel funzionamento dell'inceneritore.

Forse la D.ssa Risaliti cambiando il coro, dalla maggioranza all'opposizione, ha cambiato  anche il repertorio ? Tenendo conto, anche, che notoriamente, a livello nazionale, la cultura neo-liberista della destra  non è contraria alla realizzazione degli impianti d'incenerimento dei rifiuti.

 A fronte ad una situazione ambientale seriamente preoccupante per la sanità pubblica il Circolo Prc di Agliana chiede:

a) - chiarimenti alle amministrazioni comunali di Agliana e Montale sul superamento dei limiti di emissioni stabilite dalla legge e sui motivi del ritardo, dopo gli sforamenti, della chiusura della linea 1;

b) -  la rescissione del contratto stipulato con la società Ladurmer ed il passaggio alla gestione diretta dell'inceneritore al Cis Spa; 

c) - di attivare un netto cambio di rotta nella governance dell'azienda rivedendo il suo assetto dirigenziale in relazione alle criticità gestionali registrate;

d) - partecipazione dei consigli comunali quando vengono messe in atto le scelte strategicamente più importanti per la gestione dell'inceneritore;

e) - accelerazione dei tempi per la conclusione dell'indagine epidemiologica in netto ritardo rispetto alle tempistiche previste.

Si attendono risposte puntuali ed esaustive su problematiche che perdurano, ormai, da molti anni e le cui soluzioni non possono essere ulteriormente rinviate considerato che è in gioco la salubrità dell'ambiente e la salute dei cittadini e, pertanto, chiediamo finalmente di fare chiarezza". 

   

Rifondazione Comunista

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