Visita del Papa: attese oltre 50mila persone alla messa allo stadio Artemio Franchi

Per la Messa di Papa Francesco martedì 10 novembre allo stadio Artemio Franchi di Firenze sono attesi 52mila fedeli: è il dato emerso dalla conferenza stampa di oggi in cui l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha fatto il punto sullo svolgimento della funzione. Oltre 1.500 fedeli disabili saranno accolti sul terreno dello stadio, il cui manto erboso sarà coperto con un rivestimento apposito.

E' prevista la presenza di un traduttore nella lingua dei segni, e ci saranno ostie senza glutine per chi soffre di celiachia. Sul presbiterio, un palco di quasi 35 metri per 16 e mezzo, insieme all'altare, all'ambone e alla sede, ci saranno un grande crocifisso del '300, probabile opera della bottega dell'Orcagna, e una terracotta di Antonio Berti (1946) che raffigura l'Annunciazione. Le orazioni sono quelle della Messa di San Leone Magno così come proposte nel Lezionario dei Santi: quindi il Siracide 39, 8-14; il Salmo 36; il Vangelo secondo Matteo 16, 13-19, sul primato di Pietro.

Alcune curiosità:

L’”Annunciazione” di Antonio Berti

L’”Annunciazione” fu commissionata ad Antonio Berti dall’allora pievano di san Piero a Sieve Antonio Boschi  nell’immediato dopoguerra (1946), a seguito della distruzione, causa eventi bellici, del precedente tabernacolo collocato sul ponte sulla Sieve nella strada provinciale che attraversa il paese. Lo scultore si mise all’opera e per la figura della Madonna prese a modello una ragazza del luogo (tale Ivana Zivieri, tuttora vivente) per accentuare gli aspetti realistici della rappresentazione. Il gruppo concernente la Madonna, una giovane donna con le trecce, seduta su un semplice sgabello, calzando dei comuni zoccoli, con un libro aperto sulle ginocchia, appoggiata al davanzale di una finestra spalancata in modo da far intravedere allo spettatore il paesaggio mugellano reale presente sullo sfondo, che alza lo sguardo ed il volto verso l’angelo annunziante portandosi il braccio sinistro sul petto. L’Angelo, quasi al limite della scena, sulla sinistra, incombe tenendo nella mano sinistra un giglio, simbolo di purezza.

In alto, sulla verticale della linea diagonale Madonna-Angelo, sta la colomba dello Spirito Santo. L’opera, realizzata inizialmente in terracotta, fu solennemente collocata nell’ottobre del 1947 in un’ apposita edicola inserita sul ponte della Sieve ricostruito. Purtroppo la fragilità della terracotta non resistette a lungo alle offese delle intemperie ed all’incuria degli uomini. Perciò fu deciso, negli anni sessanta, di sostituire l’originale in terracotta con una copia in bronzo. L’originale fu ritirato dallo scultore e custodito nel suo studio. Tuttavia il gruppo subì due furti successivi, per asportazione, della sola Madonna. Dopo il primo furto fu ricollocata negli anni novanta una copia in bronzo della statua della Madonna. Dopo il furto successivo avvenuto alla fine del primo decennio del duemila si costituì a San Piero a Sieve un benemerito comitato con l’obiettivo di realizzare una ulteriore copia della Madonna da ricollocare al suo posto. Per ragioni di sicurezza e tenuto conto delle nuove tecnologie di riproduzione, fu scelta una copia in resina. E’ imminente la nuova inaugurazione del tabernacolo.

Il notaio Massimo Ersoc, in occasione del Convegno delle Chiesa italiana e della Vista di papa Francesco, mette a disposizione dell’Arcidiocesi di Firenze un Crocifisso di sua proprietà, che verrà collocato sul presbiterio della celebrazione della Santa Messa presieduta da Papa Francesco allo Stadio comunale “A. Franchi” il 10 novembre 2015 e, nei giorni successivi nell’aula assembleare del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale alla Fortezza da Basso (Padiglione Cavaniglia).

Il Crocifisso risale al Trecento ed è un’opera proviene da un’acquisizione presso un antiquario, che ne era entrato in possesso come parte di un arredo di una cappella gentilizia di una chiesa della zona aretina.

Le caratteristiche del Crocifisso lo avvicinano al Crocifisso attribuito ad Andrea di Cione, detto l’Orcagna, che è presente nella chiesa di San Carlo dei Lombardi in via dei Calzaiuoli a Firenze, dirimpetto alla chiesa di Orsanmichele. Per quest’ultima l’Orcagna realizzò il noto tabernacolo che ospita la tavola in cui è effigiata la Vergine con Bambino e Angeli, opera di Bernardo Daddi, altro artista della cerchia giottesca.

Non sembra che il Crocifisso del notaio Ersoc possa attribuirsi all’Orcagna, ma potrebbe essere legato alla sua bottega, magari a uno dei suoi fratelli, come Jacopo di Cione, che era il suo principale aiuto. Era infatti costume del tempo che un’opera realizzata da un artista affermato per una chiesa principale venisse replicata dagli aiuti per chiese periferiche o benestanti privati

Calice Eucaristico

Calice, realizzato in quaranta esemplari, su disegno e modello esclusivi, dal Maestro Orafo Paolo Penko per la Messa che verrà celebrata da Papa Francesco in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale. L'opera è in bronzo argentato e dorato e il nodo, al centro, è formato da una sfera in maiolica color blu lapislazzuli. Sulla base è riportata una croce lavorata con la tecnica del penkato.

Turibolo e Navicella

Turibolo e Navicella del primi del 1600,  restaurati  dal Maestro Orafo Penko per la Messa  che verrà celebrata da Papa Francesco in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale.

Croce Fiorentina

Croce in bronzo brunito realizzata dal Maestro Orafo Paolo Penko con l'antica tecnica della fusione a cera persa.

L'opera, legata da un nastro in argento brunito, trae ispirazione dalla croce di San Giovanni Battista rappresentata in un dipinto di Sandro Botticelli. E' stata realizzata per essere posta davanti all'altare per la Messa che verrà celebrata da Papa Francesco in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale.

Antico Setificio Fiorentino per Papa Francesco

Un tessuto candido realizzato dai telai meccanici settecenteschi, lavorato nel rispetto dell’antica tradizione artigianale che è orgoglio del popolare quartiere di San Frediano.

E’ questo l’omaggio che le lavoranti dell’Antico Setificio Fiorentino hanno preparato, in questi mesi, per salutare l’arrivo del Santo Padre a Firenze.

Il tessuto Doria nasce da un disegno scelto nell’archivio di questa manifattura, fondata nel 1786, erede dei saperi tramandati tra generazioni sin dai tempi delle Arti e dei Mestieri.

“Un grande onore per tutti noi, per la nostra famiglia e per le lavoranti che con abnegazione ed emozione si sono impegnate per questa occasione di festa per Firenze e per la sua comunità” commenta Niccolò Ricci, amministratore dell’Antico Setificio Fiorentino.

In attesa di veder completati gli ultimi dettagli - che vedono anche il coinvolgimento delle Suore di Rosano per le finiture della Mitria -, emergono i particolari della lavorazione che si concluderà nei primi giorni di novembre.

Evidenti i richiami alla fiorentinità. Il disegno tecnico del nastro applicato alla Casula e alla Mitria papale è ricavato da un particolare del fregio superiore del Battistero di San Giovanni. Il ricamo dello stolone riporta il giglio – simbolo di Firenze – estratto da un fusciacco del 500 (dall’archivio dell’Arcidiocesi) ed al centro del paramento è stato ricamato il disegno di una croce di bambù.

Realizzate nello stesso stile le casule dei due concelebranti e dei quattro diaconi.

E’ stato l’Arcivescovo di Firenze, Cardinal Giuseppe Betori, un anno fa nel corso di un incontro con studiosi di antichi tessuti presso l’Antico Setificio Fiorentino a esprimere il desiderio di veder realizzare la Casula papale in occasione della visita del Santo Padre. Desiderio che ha trovato un’adesione gioiosa e spontanea da parte della famiglia Ricci e delle maestranze del Setificio.

 

 

Fonte: ANS

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