Film contro Israele, FI: "Umiliante per il popolo ebraico e l'Università"

Jacopo Cellai
Jacopo Cellai

«Brutta pagina per la città di Firenze. Con amarezza apprendiamo che anche oggi avrà luogo l'ennesimo insulto al popolo ebraico ed all'Università. È davvero inaudita ed indecente la proiezione al Polo di Novoli di documentari di chi spalleggia il terrorismo militante». Lo dichiarano il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Jacopo Cellai, assieme al Capogruppo al Quartiere 5, Guido Castelnuovo Tedesco, a proposito dell'annunciata proiezione del documentario “Israele – Il cancro”, produzione indipendente di Samantha Comizzoli, estimatrice di Hamas e di altre organizzazioni palestinesi.

«Ci sentiamo di ribadire che un simile documentario esprime tutta l'inopportunità e la grave faziosità nel voler delegittimare l'esistenza dello Stato di Israele e del suo popolo – spiegano Cellai e Castelnuovo Tedesco – e per mistificare anni di terribili conflitti, buttando così gratuitamente benzina sul fuoco in modo disdicevole e lesivo della dignità dell'Università di Firenze quale luogo d'incontro del sapere e della vita».

«Avevamo apprezzato molto la posizione del Magnifico Rettore nel merito di questa vicenda – proseguono Cellai e Castelnuovo Tedesco – ed anche se ora come ora non ci risulta che si sia riusciti ad evitare una iniziativa i cui contenuti riteniamo essere gravi, vogliamo essere fiduciosi fino all'ultimo. E soprattutto chiediamo con forza che simili episodi non possano e non debbano più accadere».

Gli esponenti azzurri rimarcano ancora come l'organizzazione terroristica Hamas, riconosciuta come tale a livello internazionale, di cui Samantha Comizzoli è dichiaratamente estimatrice, proponga la cancellazione dello Stato di Israele, professando altresì la "non esistenza di una soluzione alla questione palestinese se non nella Jihad", nonché il vergognoso negazionismo in merito all'Olocausto degli ebrei.

«Esprimiamo la nostra solidarietà alla comunità ebraica fiorentina ed al popolo di Israele. Siano fiduciosi – concludono Cellai e Castelnuovo Tedesco – che non tutti la pensano come i Collettivi fiorentini e la signora Comizzoli, bensì apprezzano il confronto e non l'indottrinamento come solida base per coltivare una propria opinione, così come d'altronde è indispensabile quando si parla di conflitti così terribili ed annosi».

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa

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