Allarme carni, il 'day after' nelle macellerie: "Chiediamo aiuto al sindaco Nardella"

Dopo la tragica parentesi della “Mucca pazza” e la crisi economica degli ultimi anni, un'altra mazzata, forse ancora più devastante si sta abbattendo, in queste ore, sulle oltre 600 PMI dettaglio e ingrosso carni del territorio.

L'Oms, come noto, inserisce le carni rosse tra le sostanze che possono causare il cancro e, come intuibile, si scatena il finimondo. Anche stamattina, nelle macellerie fiorentine e dell'hinterland tutti a chiedere lumi ed informazioni sull'origine e la provenienza del prodotto, il consumo consigliato, la veridicità di alcune notizie apprese in tv, sui giornali o su Internet.

Per fortuna medici e oncologi raccomandano prudenza e invitano a non fare facile allarmismo: la carne rossa, se assunta in modo moderato ed intelligente, e comunque nell'ambito di una dieta alimentare equilibrata, non fa assolutamente male.

"Basterà questo ragionamento per non "mandare al macello", un intero settore economico e produttivo ?", si chiede Guerrini; "Chissà....dipende come alcuni messaggi verranno veicolati, a partire dai prossimi giorni, sul territorio nazionale. Noi, non per voler rassicurare nessuno, ma semplicemente perchè abbiamo a cuore i nostri clienti, vorremmo limitarci a due argomentazioni:

1) Nel caso italiano è la stessa OMS a ribadire che i consumi pro capite sono abbondantemente sotto la soglia indicata come pericolosa, attestandosi attorno ai 25 grammi giornalieri. Le nostre produzioni poi si caratterizzano per la bassissima presenza di grassi e additivi, indicati tra i principali agenti cancerogeni.

2) Le produzioni italiane fanno riferimento ad una lunga e consolidata storia gastronomica che vede nella salumeria italiana un punto di eccellenza.

Il nostro è tra i principali paesi produttori di salumi a denominazione protetta e controllata, riconosciuti e tutelati dall'Unione Europea, i cui disciplinari di produzione sono sotto la sorveglianza del Ministero delle Politiche agricole, oltre che ai severi controlli della medicina veterinaria pubblica"

"Partendo da questi due temi, vorremmo però affrontare la questione con chiarezza, possibilmente una volte per tutte, favorendo il confronto tra le imprese del settore e le le grandi professionalità della medicina chiamate ad occuparsi di questi argomenti. Quale città, se non Firenze, da sempre Capitale della "Ciccia" e dei "Beccai", può candidarsi ad ospitare una simile iniziativa?"

"Chiederemo, sin da subito," conclude Guerrini, "al Sindaco Nardella di attivarsi in questa direzione e collaborare con noi e le altre organizzazioni di categoria (naturalmente se disponibili) ad organizzare quanto prima tale evento, nell'interesse delle imprese che rappresentiamo, certo, ma anche dei nostri fantastici ed appassionati clienti!"

Fonte: Confesercenti Firenze

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