Previsioni meteo a medio termine 24 ottobre - 1° novembre

Un cordiale saluto a tutti!

Siamo ormai giunti alla ultimo step previsionale per ciò che concerne il mese di ottobre, ed i modelli ne tracciano un percorso abbastanza definito, con un'apertura stabile e mite, sotto il controllo di un temporaneo anticiclone di tipo mediterraneo, per poi sfociare a metà settimana in un contesto instabile a tratti perturbato, grazie all'intrusione di masse più fresche ed umide, in discesa dal solito flusso zonale nord atlantico.

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Scendiamo nel dettaglio previsionale partendo da domani, con l'anticiclone afro-mediterraneo in risalita da sud-ovest, diretto verso le nostra regione, bloccando temporaneamente la discesa del già citato fronte instabile.

Un contesto mite di giorno ed anche sostanzialmente di notte, visto che dopo la giornata di domani, il veloce saturamento della campana anticiclonica, apporterà nubi alte e livellate a sporcare il cielo della domenica, proseguendo poi sulla stessa falsa riga nella giornata di lunedì, livellando le temperature massime in linea con quelle minime.

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Arrivati a metà settimana, ecco mutare il quadro barico sulla Toscana, con lo sbilanciamento dell'asse anticiclonico verso sud-est, a causa dell'inserimento di un cavo instabile, che parrebbe destinato a spezzare in due l'anticiclone, apportando un peggioramento del tempo che muoverà i suoi primi passi entro la serata di martedì.

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Al momento in cui scriviamo, non abbiamo alcuna certezza sull'esatta collocazione del minimo barico che andrà formandosi entro mercoledì, anche se appaiono più vicine ad un moderato peggioramento le province centro-meridionali, spostando i fenomeni più deboli per le zone occidentali e settentrionali della Toscana.

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Una ferita barica che comunque andrebbe sanandosi entro gli ultimi giorni del mese, permettendo a novembre di aprirsi stabile e mite per una nuova fase anticiclonica, anche stavolta però del tutto effimera, visto l'appossimarsi di ulteriori incursioni mediterranee ad occidente e nord-atlantiche verso le zone orientali della penisola.

Cattura

Di fronte ad una normalità contingente per il periodo, possiamo definire il contesto barico che andrà profilandosi decisamente anomalo. Se è vero che l'alternanza meteorologica, rispecchia la normalità stagionale, le fugure che ne compongono il quadro di insieme non sono più le stesse dei contesti autunnali degli ultimi 20-30 anni.

Un tempo non troppo lontano, le piogge venivano da una depressione quasi permanente che si formava sull'Islanda e pilotava verso di noi quei periodi perturbati ma uniformi nel dislocare la maggior parte dei fenomeni. Quando poi il meteo virava verso la stabilità erano rare in autunno ulteriori consolidamenti di tipo afro-mediterraneo, visto che era l'anticiclone delle Azzorre o a parti inverse quello russo a lambire e talvolta regalare i brevi e soleggiati intervalli tra un flusso perturbato e quello successivo.

Badate bene non si tratta di semplici neologismi, perchè un'ingerenza barica di una componente o dell'altra, è il vero ago della bilancia per far localizzare invece di spalmare, quei fenomeni violenti e potenzialmente pericolosi a cui negli ultimi anni,assistiamo impotenti.

Ed è in questo contesto predittivo sempre più incerto che ci rende più deboli e vulnerabili di fronte alla forza della natura, che solo la continua monitorizzazione locale degli eventi meteorologici, si rivela l'unico strumento di conoscenza e potenziale previsione, in grado perlomeno di avvertire ed in parte prevenire i disastri che puntualmente questo clima ormai mutato, ci impone.

 

Baldacci Gordon