Piaggio, l'accordo sulla solidarietà per Fiom è una cambiale inbianco

foto d'archivio

"Quella firmata giovedì scorso alla Piaggio da FIM e UILM è solo una cambiale in bianco.......

La Piaggio ha preso tutta la flessibilità concessa dal Contratto di Solidarietà e una nuova procedura di mobilità per continuare a ridurre gli organici. Piaggio che continua invece a tergiversare sugli investimenti per lo stabilimento di Pontedera, mentre i nuovi veicoli andranno ad essere prodotti in Vietnam.

I lavoratori di Pontedera si vedono “bruciare” subito un anno di ammortizzatori sociali (ricordiamo che il Jobs Act ne consente l'uso per un massimo di 3 anni ogni 5), senza alcuno strumento per limitare le riduzioni di salario, come opportuni meccanismi di rotazione e garanzie per la maturazione dei ratei: ora che la “Solidarietà” è pagata come la Cassa Integrazione.

Gli oltre 200 PTV restano alla finestra (alcuni addirittura dal 2009), non essendoci, ancora una volta, un percorso chiaro e certo per i passaggi a Full Time; nemmeno la piccola quota pattuita con l'accordo del 2015 è sicura!

Anche per la nuova mobilità, prevista a partire dal Febbraio 2016, viene riconfermata una percentuale di trasformazione di lavoratori PTV in F.Time del 15%: praticamente niente !

Erano questi i punti principali su cui abbiamo ritenuto doveroso provare a fare una trattativa con la Piaggio, per limitare i danni in un contesto che rimane difficile per i lavoratori a Pontedera, in Italia e in Europa, sotto i colpi di una ristrutturazione continentale che ha il salario nel mirino.

Per di più tutti elementi che erano stati ampiamente condivisi dai delegati nella riunione, preliminare alla trattativa, di tutta la RSU Piaggio alla presenza dei segretari provinciali di FIM, FIOM e UILM; riunione fortemente voluta dalla FIOM per attivare un percorso efficace e democratico che arrivasse fino all'Assemblea Generale di tutti i lavoratori prima della firma.

Ora, dopo la ratifica in tutta fretta da parte di FIM e UILM di quanto richiesto dalla Piaggio, senza aver portato nessuna concretezza e certezza a vantaggio dei lavoratori, ci chiediamo cosa possa aver indotto queste Organizzazioni a firmare il “cosiddetto” Accordo.

In una situazione modificata (in peggio) dal Jobs Act occorreva, fin da subito, fissare dei paletti per non aggravare ulteriormente la condizione dei lavoratori.

Denunciamo con forza di fronte ai lavoratori un atteggiamento, a parer nostro, non solo sbagliato, ma dannoso e controproducente.

La FIOM-CGIL, a tutti i livelli e con i suoi delegati, continuerà a tenere alta l'attenzione e a coinvolgere i lavoratori, le cui energie sono fondamentali, nelle iniziative necessarie per provare a cambiare questo stato di cose, a partire dalla salvaguardia dell'occupazione, dei salari e per un vero rilancio di questa importante Azienda e del suo indotto".

Fonte: Fiom-Cgil Pisa

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