
Abbiamo letto sconcertati il comunicato uscito ieri su Gonews firmato "i lavoratori della città del teatro", che ancora una volta sembra riportare la volontà di tutti i lavoratori del teatro, a sostegno di accuse infamanti verso le dirigenze. Accuse diffuse attraverso l'anonimato di una sigla generica sia a mezzo stampa sia sul web. Eravamo invece presenti numerosi alla Commissione Consiliare dell' 8 Ottobre sul teatro, a portare il nostro sostegno di lavoratori della Città del Teatro al Presidente e alle Direzioni Artistica e Amministrativa per l'importante lavoro svolto in questo triennio, riconosciuto e premiato dal pubblico in crescita costante e dal Ministero dello Spettacolo che ha sensibilmente aumentato il contributo erogato alla Fondazione, a riconoscimento di un progetto culturale tangibile.
Siamo anche noi che scriviamo qua e adesso lavoratori de La città del Teatro e da molto tempo chiediamo il ritorno a un clima normale di confronto, basato su fatti reali e non presunti e sul rispetto delle differenti opinioni. Da sempre firmiamo con nomi e cognomi i nostri comunicati, e così abbiamo fatto ufficialmente anche in questa occasione e nella dichiarazione che abbiamo fatto mettere agli atti della Commissione Consiliare dell’8 Ottobre e che qui riportiamo:
Da troppo tempo il nostro teatro vive in un clima di scontro che rischia di compromettere in modo irreversibile le attività nelle sue varie articolazioni. Siamo stanchi di questo clima e proprio per questo siamo con questo comunicato a sostenere l'operato dell'attuale dirigenza che sta risanando il teatro e che (proprio in tempi di tagli e di crisi ) in soli tre anni ha ottenuto un riconoscimento prestigioso e un incremento significativo da parte del ministero per i beni culturali. Riconoscimento che ha trasformato il teatro in Centro di Produzione Teatrale Nazionale a cui per legge si chiederà il mantenimento di importanti parametri numerici in termini di produzione , programmazione e gestione oltre alla capacità di reperire risorse dal mercato e da altri enti territoriali, pubblici e privati.
Siamo dunque a sottolineare l'urgenza di quanto segue:
* Che si realizzi un rinnovato clima di corresponsabilità tra tutti i lavoratori e chi ha responsabilità di dirigere il nostro teatro, che consenta a tutti di operare in un clima civile e di confronto democratico.
* Siamo a favore di un tavolo di confronto sull'organizzazione del lavoro che oltre ai sacrosanti diritti includa anche il tema dei doveri e di una rinnovata etica professionale, consapevoli che il lavoro sarà in aumento come in tutti i teatri Italiani che vorranno accedere ai contributi pubblici per continuare ad esistere.
* Che si concretizzi un metodo di confronto capace di fare un salto in termini di qualità e consapevolezza proprio a partire dai nuovi criteri legislativi, perché oltre alla capacità non scontata di svilupparci in termini di produzione, distribuzione e programmazione, sarà vitale per noi il contributo economico dello stato, della regione e degli enti locali che andrà a garanzia della stabilità, della continuità e del rigore dei necessari processi di produzione artistica del teatro.
Infine invitiamo ogni lavoratore ad essere corretto nel fornire informazioni di cui si avvale per le comunicazioni pubbliche e la trasmissione agli organi di stampa e sui canali digitali. Spesso leggiamo volantini con sigle indeterminate e comunicati parziali che danneggiano l'immagine del teatro. Teatro dove i lavoratori sono di pari dignità e ognuno con il suo ruolo contribuisce allo sviluppo e all'esistenza del teatro stesso".
I lavoratori della Città del Teatro: Fabrizio Cassanelli, Rita Cei, Annastella Giannelli, Silvia Giusti, Antonella Moretti, Letizia Pardi
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