Debiti della famiglia Renzi: nuova interrogazione in Consiglio. La risposta dell'assessore Ciuoffo

L'assessore Stefano Ciuoffo

Donzelli, dopo essere venuto in possesso di nuova documentazione riguardante il caso, ha interrogato di nuovo il presidente della Giunta per sapere se Fidi Toscana avesse prima sospeso il pagamento alla società a causa della non comunicazione e non conoscenza del cambiamento della compagine sociale, salvo poi in un secondo momento procedere al pagamento della garanzia.

“Sì, corrisponde al vero”, ha affermato l’assessore Ciuoffo, rispondendo al primo quesito dell’interrogazione. “Fidi Toscana Spa non ha proceduto all’immediato pagamento della liquidazione della perdita, poiché sono intercorsi i tempi necessari ad acquisire informazioni circa le variazioni intercorse e la loro segnalazione alla stessa Fidi Toscana”. Le motivazioni di tale superamento sono state sintetizzate da Ciuoffo riportando la cronologia degli eventi, relativi alla liquidazione della perdita, arrivando a delibera del Cda di Fidi del 31 luglio 2013.

E, scorrendo le diverse domande, arrivando al quesito “se esponenti politici legati al partito Democratico, al governo nazionale e/o alla Regione Toscana sono intervenuti con pressioni presso componenti o dirigenti di Fidi Toscana per superare le circostanze che avevano sospeso il pagamento”, l’assessore è stato categorico: “la risposta formale non può che essere no”. Stesso “no” anche per l’altro quesito: “Se ci sono casi di società o privati cui è stata sospesa o modificata la garanzia in seguito a cambiamenti societari tra soci femminili e maschili e/o giovani e adulti in relazione alla percentuale di garanzia dell’80 per cento invece che il 60”. “Per affrontare in analogia altri casi similari alla Chil Post, qualora esistenti, stanno per essere adottate disposizioni comuni a cura degli uffici della Direzione Attività produttive della Giunta – ha chiarito l’assessore – così come richiesto dalla stessa Fidi nella sua risposta del 27 luglio 2015”.

Venendo al quinto quesito: “Il motivo per cui la Regione Toscana e Fidi si sono così celermente attivate in seguito alla mia interrogazione e nel giorno precedente alla prevista risposta in aula da parte del presidente della Regione”, l’assessore ha chiarito che “i tempi sono stati dettati dai normali iter istruttori e di approfondimento e non dalle richieste provenienti da soggetti esterni”. “Tuttavia è ovvio che, a seguito della prima interrogazione consiliare del gennaio scorso – ha affermato – gli uffici della Giunta abbiano svolto gli approfondimenti necessari a valutare se in quel caso Fidi Toscana avesse correttamente applicato il regolamento”. “L’interrogazione consiliare è stata certamente lo spunto per riflettere – ha continuato Ciuoffo – alla luce delle norme del regolamento, se le variazioni che hanno interessato la Chil Post fossero o meno sanzionabili”. “Le conclusioni degli uffici si sono infine tradotte nella richiesta del 5 maggio rivolta a Fidi di revocare alla Chil non la garanzia, ma l’aiuto di stato insito nella garanzia, cioè la sua gratuità – ha spiegato - perché l’azienda non è più toscana e quindi non può beneficiare di un aiuto concesso dalla Regione toscana con risorse proprie da dedicare alle PMI toscane”.

Come ultimo quesito, in merito al fatto se la Regione si fosse attivata per insinuarsi al passivo, Ciuoffo ha chiarito che “l’insinuazione al passivo è di competenza di Fidi Toscana, che vi ha provveduto in data 30 settembre 2015”.

“Ringrazio l’assessore Ciuoffo per la schiettezza e correttezza”, ha esordito il consigliere Giovanni Donzelli: “Prima potevo pensare che la Regione e Fidi fossero stati un po’ superficiali, una sorta di mondo di sbadati, ma ora, grazie alla risposta alla mia interrogazione, posso dire che l’escussione di questa garanzia non ha rispettato il regolamento”. In sintesi: “Fidi se ne era accorta ed aveva sospeso il pagamento, poi tutto è ripartito, è evidente che in questa vicenda c’è stato un intervento – ha sottolineato il consigliere – e Fidi, inspiegabilmente, ha rilasciato la garanzia”.

“E’ necessario andare oltre – ha concluso Donzelli – dopo questa risposta sono costretto a passare dalla Procura di Firenze, per una evidente situazione che ravvisa reato, una irregolarità che ha aiutato la famiglia del Presidente del Consiglio”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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