
Soltanto due giorni dopo lo svolgimento (lunedì 28 settembre) di una seduta (partecipatissima da cittadini e da associazioni) del Consiglio di Quartiere 3 sul futuro dell’area di Rusciano, arriva la notizia: il Comune di Firenze ha fissato per il 5 novembre la data della nuova asta per la vendita della Villa di Rusciano con prezzo a base d’asta che scende da 10 a 8 milioni di euro. Nel corso del Consiglio aperto, l’assessora all’ambiente Bettini (unico assessore presente, pur essendo stati invitati anche quelli al patrimonio ed all’urbanistica) era stata contestata dai tanti cittadini presenti, contrari alla vendita, ma l’assessora non solo aveva difeso la scelta dell’amministrazione comunale, motivandola in base a non meglio precisate “ragioni di bilancio”, ma aveva taciuto circa l’imminenza dell’asta pubblica di vendita della Villa di Rusciano. Oggi, alla luce delle notizie di stampa di qualche giorno fa, le “ragioni di bilancio” si palesano: il Comune di Firenze ha perduto circa 18 milioni di euro in 5 anni per minori incassi dalla sosta di superficie, dovuti ai mancati controlli della “sosta selvaggia” su strisce blu e bianche. La morale che se ne ricava è semplice: il Comune di Firenze svende i gioielli di famiglia per porre rimedio ad una propria inadempienza.
Tutto ciò nonostante i tanti cittadini del Q3 intervenuti al consiglio aperto del Q3 (la cui convocazione era stata richiesta da oltre 100 abitanti del quartiere già in data 17 ottobre 2014) abbiano chiaramente espresso la forte preoccupazione che l’area verde di Rusciano (villa, parco e parte ex agricola) possa venire smembrata e quindi persa come luogo pubblico per la collettività. Sono ben 4 anni che, insieme a molti dei abitanti del Quartiere 3 o frequentatori di Rusciano, SEL denunzia il progressivo abbandono dell'area da parte dell’Amministrazione Comunale, che non ha ancora provveduto a dotare il parco di cartelli che ne segnalino la presenza, di cestini per i rifiuti, di panchine e di una illuminazione adeguata. Eppure la Villa è di valore inestimabile per la sua storicità, fu ristrutturata dal Brunelleschi ed è stata dichiarata Bene Culturale; si ricorda che il complesso di Rusciano fu donato nel 1977 dall’Istituto Vittorio Veneto alla Regione Toscana e poi al Comune, vincolando il bene alla finalità di assistenza ai giovani; oggi tale vincolo risulta essere venuto meno, avendo il Comune di Firenze impresso una destinazione urbanistica turistico – ricettivo.
Nonostante i tanti progetti e proposte provenienti dai cittadini e malgrado le battaglie di SEL in Consiglio Regionale ed in Consiglio Comunale, il Comune di Firenze sembra quindi voler andare avanti nel proposito di vendere la villa e, con essa, la possibilità di una fruizione piena del parco da parte della cittadinanza. SEL Firenze protesta contro questa scelta, insensata culturalmente quanto irresponsabile sul piano di una corretta amministrazione, e conferma il proprio impegno per evitare la svendita di questo importante bene pubblico, invitando il Comune di Firenze a ricercare altrove le risorse per “far quadrare” i propri bilanci.
Gregorio Malavolti - Coordinatore SEL Firenze Città
Fabrizio Matrone - Coordinatore circolo SEL Q3
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