
"La Segreteria Confederale della Cgil di Lucca, annuncia di non voler chiudere la sede di Viareggio, mentre nei fatti si procede col tappare la bocca al rappresentante della Versilia; questo correlato ad annunci di querele e invii di diffide.
Le pluralità e le diverse espressioni della Cgil vengono definite come attacchi personali di estrema gravità ed intollerabili, mentre è in atto un confronto chiuso nella stanza dei bottoni, circa la proposta di unificazione di quello che, invece che essere un documento partecipativo, diviene un documento auto celebrativo. Come si suol dire: “se la suonano e se la cantano”.
Risulta evidente la volontà di approfittare della riorganizzazione per eliminare le voci autonome, viste come ostacoli. La difesa di compagni validi e seri viene indicata come una difesa corporativa. La CGIL provinciale ci ricorda le iniziative sul jobs act e sulle pensioni, mentre noi ricordiamo kermesse, senza diritto di parola per i delegati, per mettere in luce l'enfant prodige di turno, senza iniziative di lotta collegate.
La CGIL provinciale, relativamente ai rapporti con le amministrazioni locali, chiede di produrre atti concreti e di smetterla di diffamare. É un atto concreto che l'attuale primo cittadino di Viareggio, rivesta pure il ruolo di consulente contabile per lo stesso sindacato?
Nell'organizzare il territorio della Versilia è necessario saper ascoltare anche le voci di soggetti diversi, che però partecipano alle nostre iniziative e ai nostri momenti di lotta.
Rimandiamo al mittente e respingiamo con forza il termine “torbido” utilizzato per stigmatizzare e screditare chi ha avuto il coraggio di opporsi alla gestione attuale.
Esprimiamo solidarietà alla RSU - CGIL del comune di Viareggio vittima di immotivati trasferimenti e ai lavoratori delle partecipate che rischiano il posto di lavoro.
Diversi lavoratori sono impegnati in questi giorni per raccogliere le firme a tutela di tutta la CGIL e vengono definiti vergognosamente come “certi raccoglitori di firme”.
La segreteria provinciale di Lucca parla di libertà come il signor G. canta “il volo libero di un moscone”, ma come ci insegna Gaber la libertà e ben altra cosa: è partecipazione."
Fonte: FILCAMS CGIL Provincia di Lucca
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