Esami diagnostici, Ferraro (NCD): "Non sono superflui, la legge è un capolavoro di ingiustizia"

Roberto Ferraro

"In questi giorni l’attenzione dell’opinione pubblica è indirizzata sulle questioni che riguardano il Senato, i migranti e la Volkswagen, mentre sta passando quasi sotto silenzio un argomento importantissimo che inciderà pesantemente sulla vita dei cittadini.

Parliamo del provvedimento relativo al cosiddetto contenimento degli esami diagnostici, provvedimento che si concretizza in una minore possibilità di accesso dei cittadini agli accertamenti sanitari gratuiti oltreché nella previsione di sanzioni pecuniarie ai medici che dovessero prescrivere esami diagnostici che, in base a ragionamenti teorici, vengano considerati “superflui”.

Si dice che gli eccessi di prestazioni sanitarie avrebbero un costo di 13 miliardi di euro all’anno.

Oltre al fatto che non è condivisibile il concetto generale di voler prevedere a priori e in modo astratto quali sono gli esami necessari e quali quelli superflui, la indicazione della cifra di 13 miliardi annui è campata in aria. Se gli esami superflui avessero davvero tale costo vorrebbe dire che ogni cittadino italiano, sessanta milioni e quindi anche quelli in fasce, ogni anno chiede esami diagnostici inutili per un valore di oltre 200 euro. Cosa difficile da credere.

Evidentemente la cifra di 13 miliardi, buttata li in maniera furba, si riferisce ad un complesso di situazioni nelle quali il capitolo degli accertamenti superflui è solo una piccola parte.

Da anni i cervelloni che amministrano la sanità italiana quotidianamente deliziano i cittadini con due concetti-obiettivi la cui realizzazione sarebbe, secondo loro, indispensabile per garantire un buon servizio sanitario pubblico. Parliamo dell’assistenza domiciliare e della prevenzione. Dopo anni di discorsi dell’assistenza domiciliare non v’è traccia, mentre per quanto riguarda la prevenzione, le nuove disposizioni che vorrebbero limitare pesantemente gli esami diagnostici renderebbero ogni obiettivo di profilassi solo una chimera da riportare nel libro dei sogni.

Per dare un contentino ai medici che con i nuovi provvedimenti rischiano sanzioni pecuniarie qualora non si dovessero attenere al taglio della spesa sanitaria, ecco che si annuncia di voler introdurre un provvedimento per ridurre o ammorbidire i ricorsi giudiziari dei pazienti che dovessero ritenersi danneggiati da comportamenti inadeguati dei sanitari.

Questo furbesco modo di operare del Governo che mostra ai medici il bastone e la carota, sta a significare che alla fine della storia il cerino rimarrà in mano solo ai cittadini i quali verranno schiacciati tra le ingiuste restrizioni diagnostiche e gli ostacoli creati ad arte per rendere difficoltosi eventuali ricorsi giudiziari nei casi di sospetta malasanità. Un capolavoro di ingiustizia.

Sembra che i più accaniti sostenitori del giro di vite sulle spese sanitarie siano state le regioni. Se così è, invitiamo il Governo a chiedere ai vari Governatori regionali di fornire gli elenchi dei dirigenti amministrativi che operano nel settore sanitario, le loro retribuzioni e i metodi con i quali sono stati selezionati, nonché un elenco e il costo relativo degli apparati burocratici del comparto sanitario. Tanto per fare un esempio sarebbe utile che la Regione Toscana inviasse al Ministero della sanità una dettagliata descrizione, con costi, utilità e obiettivi raggiunti, della superfetazione amministrativa chiamata pomposamente Società delle salute.

Invitiamo il Governo a chiedere a tutte le regioni gli elenchi completi dei plessi ospedalieri la cui costruzione è stata avviata e mai conclusa, i plessi ospedalieri costruiti ex novo o ristrutturati ma mai utilizzati o dismessi dopo breve tempo.

Sarebbe anche interessante richiedere alle regioni l’elenco degli edifici con destinazione sanitaria che giacciono da anni inutilizzati senza che vi sia mai stato per essi un serio piano di alienazione o di riutilizzo.

Una simile indagine potrebbe mettere in evidenza che gli sprechi nella sanità non debbono essere cercati negli esami e nelle analisi prescritte ai cittadini, ma in ben altri comparti nei quali si ha l’impressione che vi sia una sorta di licenza di libero sperpero.

E’ ora che cessi la brutta abitudine che a pagare siano sempre i soliti, cioè siano sempre i cittadini incolpevoli."

Roberto Ferraro, responsabile NCD San Miniato

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