
“La chiusura di alcuni dei maggiori monumenti e musei di Roma per un’assemblea sindacale, così come i ritardi in alcuni musei a Firenze, rappresentano un gigantesco spot negativo per le due città e per tutta l’Italia. Si fatica a comprendere come i responsabili non se ne rendano conto o, più semplicemente, non se ne curino. È una vergogna”.
Lo dichiara il deputato del Partito democratico Federico Gelli.
“È inutile sentir dire – spiega Gelli – che il turismo rappresenta il vero oro del nostro Paese, la miniera da cui ricavare le risorse per ripartire, e poi nel concreto si assiste al blocco per ore dei siti archeologici simbolo della Capitale, come il Colosseo e i Fori, oppure le aperture in ritardo a Palazzo Pitti a Firenze. Fa bene il Governo, su impulso del ministro Franceschini, a prevedere norme che tutelino l’apertura al pubblico dei luoghi della cultura. Il senso di responsabilità, però, deve arrivare innanzitutto dai lavoratori. La cartolina con le file al Colosseo rimane la peggiore pubblicità possibile per Roma e per l’Italia intera”.
“Dire che l’assemblea è stata annunciata per tempo – aggiunge Gelli – conta veramente poco per i turisti stranieri che magari si fermano nelle nostre città solo per pochi giorni o poche ore. Il danno di immagine, che affianca quello economico, è incalcolabile”.
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