Bambini stranieri nelle scuole, il M5S: "Dibattito pieno di banalità che non affronta la situazione"

La polemica innescata dalle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Flavio Baldi del gruppo Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli in merito al numero consistente di bambini stranieri presenti nelle scuole santacrocesi, come era ovvio, ha trovato seguito nella risposta rilasciata alla stampa del sindaco Giulia Deidda. Purtroppo appare desolante constatare che il dibattito su un tema così importante, sia scaduto, da ambo le parti, in banalità e luoghi comuni frutto dell'ideologia che allontanano dall'affrontare seriamente la questione.

Non condividiamo assolutamente le affermazioni del Baldi sulla minaccia all'identità Santacrocese. E’ un concetto troppo vago e, sotto molti aspetti, discriminatorio. Da una parte, si tende già ad escludere tutti quei cittadini che in questi ultimi decenni si sono trasferiti a Santa Croce da altre parti della Toscana e dall'Italia intera. Dall'altra, questo concetto è frutto di una visione statica della società, quando la storia dell'umanità, e del nostro territorio in particolare, è stata un continuo divenire di culture che si succedevano e si sovrapponevano le une alle altre, arricchendosi a vicenda. Non pensiamo che l'alta presenza di cittadini extracomunitari nel nostro paese sia imputabile all'Amministrazione Comunale, non rientrando, fra i suoi poteri, quello di regolare i flussi migratori. Non crediamo nemmeno che questa alta percentuale di stranieri sia, di per sé, un problema. Casomai possono nascere problemi se questa convivenza non viene gestita adeguatamente dalle istituzioni, in questo caso generando disagi per la collettività (reali o solo percepiti) con conseguente aumento della xenofobia o dell’odio razziale, con soddisfazione per le forze politiche che campano, speculano e alimentano questi sentimenti.

In particolare, riteniamo che l’amministrazione non sia esente da gravi colpe nella gestione del sistema scolastico. Basta pensare che i bambini stranieri presenti nella scuola dell’infanzia “L'Albero Azzurro” sono circa il 75%, mentre quelli nella scuola "Poggio Fiorito" non più del 10%. E’ evidente che molti genitori Santacrocesi preferiscono mandare i propri figli in una scuola più decentrata e a ridosso del depuratore, in cui, causa o effetto che sia,  la presenza di bambini stranieri risulta notevolmente inferiore.

Il risultato è che si è creata una vera e propria ghettizzazione nel reparto educativo e senza che ci siano stati interventi strutturali atti a scongiurarla.

Se non si investe con risorse adeguate sull'istruzione (e purtroppo l'Italia è assai carente da questo punto di vista), le parole del Sindaco sulla civiltà e l'accoglienza rimangono lettera morta. Occorre un impegno economico importante da parte dell'Amministrazione Comunale di fronte a questa situazione. Servono più mediatori culturali, psicologi, assistenti sociali e soprattutto progetti educativi e scolastici seri e continuativi per l'insegnamento della cultura e della lingua italiana, se vogliamo che questi bambini si integrino veramente con i loro coetanei.

Detto questo, è evidente la cattiva gestione del flusso di iscrizioni tra un istituto e l’altro a livello comunale. Sarebbe opportuno che il nostro comune prevedesse una ripartizione che tenga conto sia del rapporto numerico tra bambini italiani e stranieri, sia, per quanto riguarda questi ultimi, della lingua parlata. Ciò al fine di non compromettere o rallentare l’apprendimento, favorire l’integrazione e combattere ogni forma di ghettizzazione e discriminazione sociale e psicologica che inizi già dai primi anni di crescita del minore.

 

MoVimento 5 Stelle Santa Croce sull'Arno

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