
Erano davvero tanti i sindaci e gli amministratori toscani che stamani hanno partecipato alla manifestazione organizzata da Anci e Uncem davanti alla sede regionale di Poste Italiane in via Pellicceria, per protestare contro il piano di chiusure che in Toscana prevede da lunedì prossimo la cancellazione di 59 uffici postali. Decine di fasce tricolore, insieme ai sindacati di categoria, hanno voluto ribadire in piazza il loro no ad un progetto che penalizza fortemente i territori e i cittadini.
“La nostra protesta sta andando avanti su due piani: quello giuridico e quello politico" spiega Sergio Chienni, vicepresidente vicario di Anci Toscana e sindaco di Terranuova Bracciolini. Sul piano giuridico, abbiamo presentato ricorso al Tar perché riteniamo alla luce delle normative vigenti che i Comuni non siano stati adeguatamente coinvolti e che le motivazioni addotte da Poste siano generiche, non essendo stata dimostrata nello specifico la non economicità degli uffici oggetto del provvedimento di chiusura. Sul piano politico stiamo cercando di far sentire forte la nostra voce per scongiurare le chiusure. E qui stamani ne abbiamo una testimonianza concreta, con la presenza di tanti sindaci, amministratori e cittadini, che sentono fortemente l’importanza del mantenimento di questi presidi; perché la chiusura degli uffici postali toglie un solido riferimento a tanti cittadini, come ad esempio agli anziani che vi si recano a prelevare la pensione, creando problemi e difficoltà per tanti servizi”.
Chienni sottolinea di aver “accolto con favore sia l’impegno della Regione Toscana a sostenerci in questa battaglia, sia le parole di ieri del sottosegretario Antonello Giacomelli, che ha espresso l’impegno del governo di far valere le posizione dei Comuni rispetto a Poste”. “Anci, Uncem e Regione avevano aperto un tavolo di trattativa con Poste, in cui sembrava ci fosse la disponibilità ad attuare un comportamento diverso - conclude Chienni - ma poi l’azienda è andata per la sua strada senza ulteriori mediazioni. Per questo ora abbiamo intensificato le nostre azioni dimostrative, come quella di stamani. Quanto detto da Giacomelli sembra aprire scenari diversi; speriamo possa produrre risultati positivi”.
Rossi: "Continui il lavoro per consentirne l'apertura dei piccoli uffici"
"La manifestazione regionale dei sindaci, organizzata dall'Anci per dire no alla chiusura dei piccoli Uffici postali, è un atto significativo e importante perché riguarda migliaia di toscani. Ed è per questo che mi spiace molto non aver potuto partecipare causa partenza in aereo per un viaggio istituzionale all'estero". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commentando l'iniziativa che si è svolta stamane in via Pellicceria sotto la sede fiorentina delle Poste. "Ed è significativa anche la recente apertura del Governo", ha continuato, "per questo mi attendo che il prossimo tavolo per risolvere la questione possa avvenire ad Uffici postali aperti e non chiusi come vuole Poste spa".
Fi: "Dov'è Rossi che minacciava i fulmini?"
Forza Italia all'attaco sull'assenza del presidente della Regione Enrico Rossi, per un impegno istituzionale all'estero, alla manifestazione dell'Anci contro la chiusura degli uffici postali:invece sull'assenza di Rossi: "Magari è andato a promuovere la sua scalata alla segreteria nazionale del Pd. Lo scopriremo solo vivendo", ha dichiarato il capogruppo in Consiglio regionale, Stefano Mugnai.
"Ce lo ricordiamo, sempre sulle Poste - ha aggiunto - quando poche settimane fa Rossi si inalberò minacciando tuoni fulmini e saette, e poi invece a stretto giro intervenne il sottosegretario Giacomelli per ricordargli che quegli stessi tagli erano stati concordati proprio con lui?".
Poste, il Pd in Regione alla manifestazione promossa dai sindaci
“La politica deve mettere il massimo impegno per scongiurare la chiusura di 57 uffici postali della nostra Regione. E’ necessario che le scelte vengano riviste nell’interesse dei cittadini perché è proprio nelle zone periferiche della Toscana che il valore degli uffici postali è più alto” Così il capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras che stamani con i consiglieri Simone Bezzini, Ilaria Bugetti, Fiammetta Capirossi, Alessandra Nardini, Andrea Pieroni e Serena Spinelli ha partecipato alla manifestazione promossa da Anci Toscana contro la chiusura degli uffici postali che si è svolta davanti alla sede fiorentina di via Pellicceria.
“E’ un nostro dovere –hanno detto congiuntamente i consiglieri presenti- fare sentire l’attenzione della Regione nei confronti di servizi fondamentali per le persone. E pensiamo in particolare agli anziani, alle persone con difficoltà, a chi ha orari di lavoro complicati. La Regione – hanno concluso i consiglieri insieme al capogruppo- ha avviato la trattativa con il Governo e l’assemblea di Palazzo Panciatichi si è già espressa unitariamente contro il piano di Poste votando la mozione che abbiamo presentato lo scorso luglio e che ha dato avvio ad un percorso di trattativa proseguito con l'apertura di un tavolo tra la Regione Toscana e il Governo”.
La Lega Nord presente all'iniziativa
I consiglieri regionali della Lega Nord Elisa Montemagni e Marco Casucci, che giovedì mattina hanno partecipato alla manifestazione dei Sindaci contro la chiusura degli uffici postali, puntano il dito contro il Presidente della Regione: “Dopo i proclami a mezzo stampa e le dichiarazioni d’intenti, il Presidente diserta la manifestazione. Non c’è cosa peggiore dell’indifferenza”. “Contro la chiusura degli uffici postali si sono mobilitati Sindaci o loro delegati da tutti gli angoli della Toscana. Questi amministratori – continua la consigliera Montemagni – hanno e avranno tutto il nostro sostegno, aldilà del colore politico. L’assenza di Enrico Rossi invece, oltre a noi, ha lasciato perplesso più di un amministratore locale”. Marco Casucci ribatte invece sulla questione politica: “Il PD, ossessionato dall’aspirazione a diventare il partito unico, si comporta come Giano Bifronte: se da una parte è con Renzi il mandante politico delle tragiche scelte di Poste SPA, dall’altra vorrebbe con Rossi guidare il riscatto dei Sindaci. Questo atteggiamento è insopportabile ma i cittadini non sono stupidi – conclude Casucci – hanno capito che se un’alternativa a Renzi c’è, questa è la Lega di Matteo Salvini”.
Bezzini (Pd): “Segnale forte per la revisione del piano”
“La manifestazione dei sindaci toscani ha lanciato un forte segnale contro il piano di razionalizzazione di Poste Italiane, che prevede la chiusura di 59 uffici nei piccoli centri, di cui 6 in provincia di Siena, quelli di Monticchiello, Pievescola, San Gusmè, Gracciano, Montisi e Serre di Rapolano. Siamo presenti come gruppo consiliare Pd al fianco degli amministratori, e personalmente sono vicino ai sindaci senesi per protestare contro le chiusure previste e per chiedere a gran voce che il piano venga rivisto” – ha dichiarato il consigliere regionale Pd Simone Bezzini.
“Non si possono privare i paesi di un punto di riferimento e di servizi essenziali per cittadini, soprattutto in aree periferiche o rurali, causando grandi disagi per anziani e pensionati, oltre che conseguenze negative sulla vita di borghi e frazioni. Poste Italiane è una società in utile e la Regione Toscana non ci sta a far passare un piano di razionalizzazione sulla pelle dei cittadini, per questo con il coinvolgimento del Governo stiamo aprendo un confronto con l’azienda per trovare soluzioni alternative” – ha concluso il consigliere Bezzini.
Giurlani "Grande manifestazione, i Sindaci toscani non ci stanno all'indebolimento dei territori"
Grande partecipazione stamani alla manifestazione organizzata da Uncem e Anci per gridare l'ennesimo No alla chiusura dei 59 uffici postali in Toscana. "L'auspicio dopo la bella manifestazione di oggi con i Sindaci - afferma Oreste Giurlani presidente Uncem Toscana (Unione nazionale Comuni Enti Montani) in rappresentanza di oltre 160 Comuni montani della Toscana - è che ora davvero Poste faccia un passo indietro. Perchè non possiamo accettare che i territori si indeboliscano dei servizi essenziali, non possiamo accettare che Poste pensi solo agli interessi propri, e non accettiamo neanche che a pagare le spese siano sempre quei territori montani, isolati, marginali e rurali che sono meraviglie assolute ma che piano piano vengono spogliate dei servizi base come quello postale.
Oggi tra l'altro - aggiunge Giurlani - è un giorno cruciale perchè il Tar si esprimerà sui ricorsi presentati da circa cinquanta Comuni, se saranno accolti la partita a quel punto si riaprirà. Ma ancora una volta vorrei sottolineare il comportamento scorretto di Poste: è deplorevole che si permetta di telefonare ai Sindaci invitando a ritirare i ricorsi in cambio di una rassicurazione sul futuro dell'ufficio postale, insomma questo è davvero troppo. A tutto questo non ci stiamo, ma è l'ora che anche il Governo in modo molto incisivo e determinante alzi la voce".
Anche i sindacati in piazza
“Sospendere il piano di Poste Spa e riaprire un tavolo di confronto tra azienda, enti locali e sindacati per trovare una soluzione capace di evitare i disagi che queste chiusure provocherebbero.”
E’ la richiesta che i segretari regionali di Slp-Cisl, Slc-Cgil e UilPoste, rispettivamente Vito Romaniello, Graziano Benedetti e Renzo Nardi, hanno ribadito stamani dal presidio che si è svolto a Firenze, davanti alla sede centrale delle Poste, in via Pellicceria.
All’iniziativa dei sindaci toscani hanno preso parte anche i sindacati dei lavoratori delle Poste e tanti anziani, tra i più penalizzati dalla chiusura degli uffici postali dei centri minori. “Siamo qui a fianco dei sindaci – hanno detto Romaniello, Benedetti e Nardi - perché questa è una battaglia che riguarda tutte le nostre comunità, soprattutto le più piccole, che subirebbero pesanti disagi da questo piano.” Sono 59 in Toscana gli uffici postali che da lunedì prossimo dovrebbero essere chiusi, mentre per altri 37 sono previste riduzioni di orario.
“A fronte della disponibilità manifestata dai sindaci a trovare soluzioni che consentano di contenere i costi fissi per le Poste, anche pensando a nuovi servizi erogabili dagli sportelli postali, e delle proteste che si levano da tutta la Toscana – dicono i sindacati - crediamo che l’azienda non possa davvero far finta di niente. Si sospendano le chiusure e si riapra un dialogo: i margini per trovare una soluzione nell’interesse della collettività ci sono tutti.”
- La manifestazione a Firenze
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- La delegazione della Lega Nord
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