Ritardi nei pagamenti ai lavoratori del Mibact, anche nel capoluogo regionale scatta la protesta

(foto gonews.it)
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Si svolgerà anche a Firenze, domani, il presidio dei lavoratori del ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che protestano per il ripetersi di ritardi nel pagamento del salario accessorio, legato ad aperture e prestazioni straordinarie.
Il presidio fiorentino si svolgerà dalle 10 alle 13 davanti alla sede della ragioneria territoriale dello Stato, in contemporanea con quelli attuati in tutti i capoluoghi italiani e a Roma davanti al ministero dell'Economia e delle Finanze.
"Se negli ultimi 15 anni il flusso di visitatori è aumentato, facendo crescere gli introiti per le casse dello Stato -dicono Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa- è merito anche degli accordi che abbiamo sottoscritto e che hanno permesso di tenere aperti i siti culturali in gestione statale per 11 ore al giorno e 362 giorni all'anno. Eppure, nonostante i dati attestino un aumento della produttività e degli introiti per lo Stato, il ministero dell'Economia non fa che ritardare il pagamento ai lavoratori delle prestazioni svolte."

 

MIBACT, ORA BASTA RITARDI : IL LAVORO SVOLTO DEVE ESSERE RETRIBUITO

Sit-in il 24 luglio davanti al MEF e alle Ragionerie territoriali Ogni anno i lavoratori del MIBACT garantiscono la fruibilità del patrimonio culturale italiano a beneficio di cittadini e turisti da tutto il mondo, e anche delle casse dello Stato.

A sua volta però lo Stato sembra intenzionato a disconoscere sistematicamente il valore generato da questo impegno, come denunciano i sindacati di categoria Fp Cgil Cisl Fp e Uil PA, che lanciano la mobilitazione per il prossimo 24 luglio con sit‐in di protesta a Roma, davanti alla sede del MEF, e in tutti i capoluoghi di Regione presso le Ragionerie territoriali. Se negli ultimi anni 15 anni il flusso di visitatori è aumentato e con esso gli introiti ‐ spiegano i sindacati ‐ è merito anche degli accordi sulla produttività che abbiamo sottoscritto, e che hanno permesso di tenere aperti i siti culturali in gestione statale per 11 ore al giorno e 362 giorni l’anno. Eppure sono anni che il Ministero dell’Economia, nonostante i dati che attestano i guadagni effettivi di produttività e nonostante le annunciate “semplificazioni” che avrebbero dovuto velocizzare l’utilizzo dei fondi dedicati, non fa che ritardare il pagamento ai lavoratori delle prestazioni svolte.

Quanto ai decisori politici, anziché preoccuparsi di risolvere la situazione, sembrano intenti a cercare giustificazioni per praticare nuovi tagli al salario accessorio. Atteggiamento ancora più grave – sottolineano i sindacati  ‐ ora che la Consulta ha evidenziato l’incostituzionalità di un blocco dei contratti nazionali durato troppi anni. Con questa protesta vogliamo reclamare rispetto e riconoscimento verso il personale dei Beni culturali, e la valorizzazione delle loro professionalità come leva indispensabile di rilancio del patrimonio culturale italiano.

Fonte: Cgil Toscana

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