Dalida Angelini debutta da segretaria regionale della Cgil: "Meno riunioni e più assemblee in azienda"

Dalida Angelini incontra la stampa

“Ci sarà un grande lavoro da svolgere, e coinvolgerò tutti: voglio una squadra, no alla persona sola al comando. In Cgil servono collegialità, dialogo, pazienza. E' la mia storia. Probabilmente ci sarà qualche riunione in meno e qualche assemblea coi lavoratori in più, perché sono i problemi dei lavoratori la cosa più importante e il rischio da evitare da parte dei dirigenti sindacali, man mano che salgono di grado rispetto alla responsabilità, è dimenticarsi quelli che sono i problemi reali delle persone che incrociano tutti i giorni nel luogo di lavoro”: così Dalida Angelini, neosegretaria generale della Cgil Toscana, ha spiegato oggi in conferenza stampa (presso la sede della Cgil Toscana a Firenze) come affronterà la nuova sfida. E' la prima volta che una donna arriva al vertice della Cgil Toscana (è stata eletta lo scorso 2 luglio dal Direttivo regionale, succedendo ad Alessio Gramolati): “Un grande orgoglio e un bel messaggio della nostra organizzazione, ma sono in ottima compagnia: in Toscana abbiamo donne al vertice delle categorie e della Camere del lavoro”.

Tra i temi toccati, il caso Grecia: “Spesso sul tema delle democrazia si cercano scorciatoie, da là ci è arrivata una lezione, al di là dei risultati. C'è un'Europa della finanza, che vediamo in queste settimane, e un'Europa dei popoli, che vorremmo. E dalla Toscana, terra di democrazia, vogliamo lanciare un appello ai sindacati europei, alla vigilia del Congresso CES, per un forum di riflessione su austerità, erosione dei diritti, disoccupazione, per arrivare a risposte e proposte unitarie a favore di crescita, sviluppo, lavoro”.

Angelini ha parlato anche dei rapporti con la Regione Toscana: “Il presidente Enrico Rossi dice che il lavoro sarà la sua ossessione e si è tenuto le deleghe sul tema? Bene, anche per noi il lavoro è sempre stato una priorità, in questi anni il sistema toscano ha retto, noi siamo sempre stati ai tavoli. E' stato evocato il modello tedesco? E' un po' generico parlare di modello tedesco: a me piacerebbe un giorno capire quando va bene e quando va meno bene. Dispiace che abbiamo appreso dai giornali le linee di riforma del neoassessore alla Sanità, dal Cup al provato sociale. Singolare scoprirle sulla stampa senza prima un minimo di confronto, si tratta di un settore e di un tema importantissimi. Non è bello neanche per un lavoratore scoprire il proprio futuro leggendo un giornale: alcuni lavoratori della sanità ci hanno già chiesto spiegazioni sulle novità annunciate dall'assessore. Prima facevi un confronto e dicevi quali erano i problemi, oggi leggi le presunte soluzioni ai problemi sul giornale, mi auguro sia stato solo un errore. Chiediamo confronto, noi siamo pronti a discutere”.

Non è mancato un commento sulle politiche del lavoro del Governo: “Non è per il Jobs Act, possiamo dimostrare con i nostri dati che l'incremento di eventuali assunzioni deriva molto dalla defiscalizzazione. Il contratto a tutele crescenti è semplicemente un contratto a tempo determinato più lungo. Avrebbe avuto un senso, il contratto a tutele crescenti, se arrivando in fondo ai 36 mesi l'azienda avesse dovuto riconsegnare gli sgravi: sarebbe stato un modo perché le aziende facessero scelte vere. Inoltre non si utilizza più il contratto a tempo determinato per il lavoratore stagionale, ma il voucher, che è una forma che non garantisce una serie di tutele e dà flessibilità maggiore”.

Infine, la segretaria generale ha affrontato la questione dei supermercati Carrefour aperti anche la notte (è partito l'esperimento a Massa): “C'è un modello in crisi, quello della grande distribuzione. Servirebbe fare una riflessione sul modello di sviluppo, di come vogliamo vivere e consumare nelle nostre città. La Toscana aveva una legge regionale che regolava le aperture nei festivi, poi il decreto del governo Monti ha liberalizzato. Carrefour dà una risposta sbagliata, alla quale come sindacati ci stiamo opponendo. A fronte del fatto che i soldi non ci sono e le persone comprano diversamente, non si può pensare di aprire per 24 ore. Come è un errore culturale tenere aperti in 52 domeniche. Le famiglie delle lavoratrici, poi, restano senza momenti di incontro, e questo diventa un problema anche sociale”.

NOTE BIOGRAFICHE SU DALIDA ANGELINI, NEOSEGRETARIA GENERALE CGIL TOSCANA

Il nuovo segretario generale della Cgil Toscana è un'appassionata di mare, bici, Saramago, Fiorella Mannoia, Pink Floyd, ricamo e cucina. Dalida Angelini, nata a Lucca il 28-11-1958, inizia a lavorare nella sua Viareggio prima come impiegata poi come cameriera e bagnina, con presto in tasca la tessera della Cgil. Ed è nel 1981 che comincia il servizio nella Cgil di Viareggio, passando presto all'Ufficio vertenze confederale e poi a quello della Filcams, categoria di cui diventa segretario comprensoriale in Versilia (nel frattempo, si occupa anche dei diritti delle donne nella Commissione femminile).

Dopo una esperienza come segretario generale di Filcea, Filtea e Flai, a inizio anni Novanta è la prima donna ad entrare nella segreteria confederale della Cgil di Lucca. Nel 1992 diventa segretario generale della Filcams della Versilia, poi segretario generale della Filcams dell'intera provincia di Lucca: nel 1996 è tra gli artefici del primo capitolato in Italia sugli appalti di servizi, firmato dai sindacati locali con la prefettura di Lucca. Nel 2000 Angelini si sposta dalla Versilia a Firenze, per entrare nella segreteria della Filcams regionale con la delega ad organizzazione ed appalti. Dal 2003 al 2010 occupa la carica di segretario generale della Filcams Toscana: in questo periodo, la categoria supera i 40mila iscritti segnando un risultato regionale mai ottenuto prima. Sempre nel 2010 il salto nella segreteria regionale di Cgil Toscana: nel primo anno si è occupata di politiche sociosanitarie, poi ha ricevuto le deleghe sull'organizzazione.

Fonte: Cgil Toscana Ufficio Stampa

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