
Grande sorpresa domenica 5 Luglio allo spazio giovani organizzato da Simone Gasparri nell’ambito della Festa Democratica di Castelfiorentino. Sul palco una band veramente eccezionale, gli Hogs, che ha fatto tremare case e palazzi con la sua musica potente.
Gli Hogs, hanno presentato per la seconda volta dal vivo il loro debut album Hogs in fishnets riscuotendo la simpatia del pubblico avvezzo al rock duro e senza troppi fronzoli.
La band, fondata nel 2012 da Francesco Bottai - chitarrista, turnista per Irene Grandi e Articolo 31- Pino Gulli - batterista, Anhima, C.S.I. - e Luca Cantasano - bassista dei Diaframma- ha un sound con profonde radici Hard Rock, Blues, Funk e Rhythm and Blues arricchite dalla melodiosa voce e dai testi magistralmente scritti dall’ultimo acquisto del gruppo, il giovanissimo quanto talentuoso Simone Cei, ventiduenne empolese dal grande carisma. Hogs In Fishnets è il connubio di 10 pezzi originali che strizzano l’occhio a grandi della musica contemporanea e non solo, come The Black Crowes Extreme, Free, Bad Company, Living Colour, Van Halen o addirittura ai primi Deep Purple.
Il concerto ha palesato l’indiscusso talento di grandi professionisti e veterani del panorama musicale presentando magistralmente brani decisamente funk come There's No Chance To Be Alive o Can't Stop ma anche e soprattutto hard rock come Behind the Eyes of a Fool o Living by the Low. Un mix di pezzi d’ispirazione variegata insomma, ma con profonde radici blues, arrangiato accuratamente e suonato ancora meglio da un gruppo dall’altissimo tasso tecnico e da un rodatissimo e tagliente sound tutto toscano.
Il loro prossimo concerto si terrà il 9 Luglio a Firenze presso il Circus di Scandicci.
Se ve li siete persi domenica scorsa vi consiglio di non ripetere l’errore.
Di seguito l’intervista a Simone Cei, cantante degli Hogs.
D: Ciao Simone, iniziamo subito. Come e quando nasce il progetto Hogs?
R: Gli Hogs nascono a Luglio di due anni fa... Quindi possiamo dire che è il nostro compleanno! Francesco, Luca e Pino precedentemente facevano parte di un sestetto fiorentino progressive rock chiamato "Macchina Ossuta". Al di fuori del gruppo cominciarono poi a ritrovarsi per suonare da soli in trio finché Francesco un giorno non decise di mettere su qualche pezzo e di formare una band e fu allora che le nostre strade si incrociarono.
D: Vi siete dati proprio un nome particolare. Come lo avete scelto?
R: Trovare il nome per una band non è mai facile. Ma possiamo dire che infondo è il problema di ogni gruppo… Ti viene sempre da pensare alle grandi rock band del passato e pensi che non troverai mai un nome che possa far la differenza. Così dall'idea del fratello di Francesco, anche lui musicista, nacque prima il nome dell'album "HOGS in fishnets", dopodiché estrapolare "HOGS" da quel titolo originale e frizzante fu molto semplice, naturale. Optammo quindi per l'autoironia, come si può vedere anche dalla copertina dell'album!
D: Lette le biografie dei tuoi colleghi e data la tua giovane età, mi domando come un giovane come te li abbia conosciuti e sia entrato a far parte di questo progetto. Ma soprattutto, cosa si prova nel collaborare con musicisti con una così densa storia alle spalle?
R: A dir la verità, prima, nemmeno io sapevo quale storia avessero gli altri alle spalle. Da qualche anno prendo lezione di canto da Iacopo Meille, cantante tutt'ora all'attivo con numerose band tra le quali i londinesi "Tigers of pan tang". Francesco e Iacopo si conoscono da molto tempo dato che suonano insieme nei "Norge" tribute band dei Led Zeppelin. Così Iacopo, venuto a sapere da Francesco del suo progetto di fare un disco e del suo desiderio di trovare un cantante molto giovane, mi contattò e mi propose. Il resto è storia. Feci qualche prova e dopo un paio di mesi il progetto cominciò a prendere forma. Fu strabiliante vedere come lavoravano assieme. Professionalità, serietà, competenza. Un feeling stupendo. Confesso che agli inizi mi sentivo spaventatissimo, mi sentivo sempre un abisso indietro, ma grazie al lavoro sulla voce fatto con Iacopo e la fiducia sempre più forte e costante di Francesco sono riuscito a dimostrare le mie potenzialità e a completare il progetto. Infine: soddisfazione!
D: Quali sono i tuoi musicisti di riferimento? Cosa ascolti nel tuo privato?
R: Diciamo che io amo tutto ciò che concerne il rock anni 70', non certo disprezzando ciò che è venuto prima né ciò che è venuto dopo. Sono tanti i gruppi che mi hanno cresciuto dai Beatles agli Stones, dai Pink Floyd ai Led Zeppelin, dai Free ai Genesis, dai Jetro Tull ai Procol Harum ai Nirvana e ai Pearl Jam ecc. Questa è la musica che mi ha cresciuto e ascolto a casa tutti i giorni. Devo confessare però che avendo avuto un padre disc jockey, i miei interessi sin da piccolo si sono sempre mossi anche verso la disco anni 70'- 80'. Non scordiamoci che questo genere ha visto nascere band come gli Chic, Kool and the Gang, Heart wind and fire, Kc and the sunshine band e molti altri pilatri del funky e della disco. Da cantante, però, posso dire che uno solo mi ha fatto da padre durante il mio percorso: Paul Rodgers, lui e nessun altro.
D: Come è iniziata la tua carriera di cantante? Militavi in altri gruppi prima di questo?
R: In realtà io nasco come chitarrista. Ho preso lezione per 5 anni da Luiz Lima alla scuola di musica "CAM" di Empoli. Il mio desiderio era sempre stato di mettere su una rock'n roll band, inseguire il sogno delle grandi rock star, rivoluzionare il mondo con la musica. Così iniziai con alcuni amici a mettere su una band, poi un'altra, poi un'altra ancora, sempre come frontman o come chitarrista ritmico. Un grande chitarrista e amico, Fausto Fabbri, con il quale suono da quando avevo 12 anni, un giorno mi fece notare come in realtà io come chitarrista non fossi molto bravo, mentre invece ero dotato di un gran talento vocale. Così mi minacciò dicendo che non avrebbe suonato più con me finché non fossi andato a lezione e non mi fossi reso conto dell'evidenza… Accettai e mi arresi all'evidenza, appunto. Formammo così un gruppo e dopo un duo acustico, ancora all'attivo, dal nome "Castaways". Ammetto però che la mia chitarra ancora la suono a casa, mi aiuta a comporre. Adesso, riassumendo, canto con gli "Hogs", in un coro gospel dal nome "Vocal Blue Trains" e nei "Castaways" . Le esperienze con piccole band passate, l'aver partecipato ad ogni "CAM ROCK", la collaborazione con alcuni cori, sono tutte cose che mi hanno portato a "Hogs in fishnets" e a tutto ciò che è la mia vita adesso. Ringrazio gli amici e i miei genitori per questo.
D: Come si coniuga il tuo stile vocale con il genere musicale incarnato dagli Hogs ?
R: Luca, Francesco e Pino sono figli degli anni '90, hanno vissuto a pieno gli anni dei Red Hot Chili Pepper, dei Living Colours, dei Kings X, del funk rock. Io sono cresciuto con il rock'n roll degli anni '70 e quindi mi sono formato come cantante rock blues. Agli inizi è stato difficile per me riuscire a capire quel mondo, quel modo di esprimersi e quindi trovare melodie vocali adatte a quel genere di musica. Il mio lavoro quindi è stato cercare un compromesso tra gli anni '70 e gli anni '90, senza però abbandonare me stesso, lo stile rock-blues che da sempre mi caratterizza. "Hogs in fishnets" è lo splendido incontro tra funk rock e rock-blues, ed è questo il lato secondo me più affascinante del disco.
D: A cosa si ispirano i pezzi del vostro album? Ma sei tu che scrivi tutti i testi?
R: Una cosa che non ho detto precedentemente è che frequento l'Università di Lettere di Firenze. La passione per la letteratura mi ha sempre portato a scrivere, soprattutto canzoni. La cosa strana è che non so scrivere canzoni in italiano, ma solo in inglese: dopo tutto è la lingua del rock! Comunque in partenza non avevo in mente niente di specifico. Semplicemente ascoltavo il brano musicale e cercavo di capire quali sensazioni suscitava in me. Poi ricollegavo queste ad un evento in particolare, inevitabilmente anche autobiografico ma non solo, cosicché vidi alla fine, all'interno dei testi muoversi rabbia, follia, amore, tradimento, maschere, sesso, corruzione, saudade… L'intera vicenda dell'uomo che si muove e si esorcizza. Complesso lo ammetto, ma sono tematiche che non sono state né cercate né volute. Semplicemente hanno preso vita da me e al di fuori di me, schive ad ogni controllo. Il titolo dell'album "Hogs in fishnets" è quindi non solo uno stile bizzarro e frizzante quale quello che accompagna il disco, ma anche un mondo che è contraddizione di se stesso.
D: Qual è la canzone che ami di più del vostro CD? E perché?
R: Scegliere tra le canzoni del disco quale mi piace di più è molto difficile. Soprattutto dopo che ci hai lavorato per due anni ormai i pezzi è come se fossero tuoi figli, come fai a scegliere tra i tuoi figli? Posso al massimo dirti quale pezzo a mio parere, ma penso anche a parere degli altri componenti, ci identifica di più, parla di noi, dello splendido incontro di due stili diversi, della nostra esperienza, degli HOGS. Questo pezzo è "There's no chance to be alive". Il testo è molto apocalittico, è tormentato e angoscioso, ma la musica no, non lo è, dice tutto il contrario, esprime energia e voglia di fare rock.
D: Quali sono le vostre prossime date?
R: La data più prossima che abbiamo è il 9 di Luglio al Circus di Firenze, dove si terrà il release party del nostro disco. Per ora altri concerti non sono in programma, purtroppo l'era dei locali con musica dal vivo sta scomparendo quindi è sempre più difficile trovare opportunità per band emergenti. Ma l'arrendevolezza non è di nostra competenza quindi presto ne vedremo delle belle.
R: Come è nato il vostro primo lavoro? E dove è acquistabile il vostro cd?
D: Francesco mi presentò i provini dell'embrionale progetto che sarrebbe poi diventato "Hogs in fishnets" che ancora non ero entrato a far parte della band. Mi affidò il difficile compito di inventarmi delle parti vocali su una musica che a me inizialmente parlava arabo. Poi lavorando sodo per una anno intero siamo riusciti ad andare in studio con i 10 pezzi che compongono la song list dell'album. Al Plastic Sun Studio di Guido Melis a Firenze abbiamo completato arrangiamenti e suoni e infine il 20 Aprile "Hogs in fishnets" è uscito sotto la Red Car Records di Alice Cortella ottendendo molte recensioni positive dalle on-line magazines e da riviste come Rock Hard. Oggi l'album, grazie ad Audioglobe e The Orchard, si trova in tutti i negozi, su i-tunes, spotify, e negli on-line stores di Amazon, Red Cat e Audioglobe.
D: Avete un sito internet di riferimento o un canale you tube da segnalare ai nostri lettori ?
R: Il nome del nostro canale you tube è "HOGS OFFICIAL" e qui potrete trovare anche il video del nostro singolo "CAN'T STOP IT" presentato dalla rivista Rock Shock, girato e montato dalla Wendigo produzioni e un altro video "Keep on trying", brano tratto dall'album, girato al Plastic Sun Studio. Inoltre potete visitare la nostra pagina facebook "HOGS" dove in attesa che il nostro sito sia a breve pubblicato on-line, potrete trovare recensioni e news.
Giusi Alessandra Vaccaro
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