Bilancio previsionale 2015, Progetto Comune: "Aumentano costi e servizi"

 

Deludente è la definizione migliore che si possa dare al documento di bilancio previsionale 2015, come deludente ne è stata l'esposizione in Consiglio; il Sindaco non è stato in grado di replicare a nessuno dei rilievi dei nostri consiglieri e, per la verità, invece di affrontare i temi sollevati si è lanciato in un'invettiva contro tutto e tutti pur di non entrare nel merito, in un misto di arroganza e superficialità che ne ha messo a nudo le difficoltà.
Il Sindaco si è poi superato quando, contravvenendo a quanto disposto dal Regolamento del Consiglio Comunale, si è addirittura rifiutato di mettere in discussione e al voto un nostro emendamento che chiedeva la destinazione di una parte dell'avanzo di amministrazione 2014 (che rimane quindi totalmente inapplicato) a sostegno delle misure previste per favorire gli interventi nei centri storici.

Dai dati si rileva in maniera evidente la totale subordinazione del bilancio pubblico a quello della partecipata Belvedere. Le misure adottate vengono definite “rigorose”, quando in realtà sono inutilmente opprimenti; si gioca tutto in difesa di un rigore contabile necessario a stabilizzare i conti del Comune, condizione di cui il Sindaco addossa le responsabilità alla precedente amministrazione Crecchi, cercando di accreditarsi come salvatore della patria quasi fosse “capitato” qui e non fosse, come è stato, il burattinaio di tutte le scelte politiche degli ultimi anni.

Con il bilancio di previsione un'amministrazione pubblica compie le scelte politiche fondamentali, dispone le risorse finanziarie per il welfare, le opere pubbliche, gli interventi; prevede le spese e stima le entrate; usa discrezionalmente l'avanzo di amministrazione dell'anno precedente.
Nel bilancio di previsione 2015, indegno del Comune di Peccioli, non  riusciamo a trovare niente di tutto questo; appare invece come una serie inutile, o peggio ancora, dannosa, di misure che condizioneranno in negativo il tessuto sociale.

800 mila  euro di maggiore pressione fiscale rispetto al consuntivo 2013, 160 euro di imposte in più per ogni cittadino, oltretutto in questo momento di perdurante crisi per le famiglie; e se consideriamo, oltre la maggior tassazione, i tagli al sociale, la cifra raddoppia.
Infatti il welfare passa da 968 mila a 561 mila euro, 400 mila in meno, che andranno a impattare sulla vita soprattutto dei cittadini anziani, con i tagli alle assistenze domiciliari ad esempio.

Aumentano i costi dei servizi a domanda individuale (nido e assistenza domiciliare ad esempio), anche per i residenti; diminuiscono dal 2013 (pur aumentando rispetto al 2014), i proventi della discarica (e questo per una convenzione penalizzante per il Comune, rispetto a quella in vigore fino al 2013); diminuiscono di 60 mila euro i trasferimenti alla scuola per progetti didattici non più finanziati, quindi una offerta formativa minore rispetto al passato.
Di  contro, la Fondazione Peccioliper non ha subito tagli di rilievo e continua a proporre un calendario che non ha certo risentito delle ristrettezze; al contempo alle associazioni sono stati quasi azzerati i contributi; alcune iniziative avrebbero meritato migliore trattamento (la gara ciclistica di respiro internazionale di Fabbrica ad esempio) e sarebbe stato meglio rivedere un'offerta culturale che coinvolge i cittadini solo passivamente.
Poi ci sono i 600 mila euro in più alla Belvedere per gestione dei servizi connessi al trattamento dei rifiuti, grazie anche ai costi del nuovo impianto di trattamento meccanico biologico (da 668 mila, si passa a 1 milione e 123 mila euro).

Non c'è traccia di una politica di sostegno allo sviluppo, alla promozione del territorio, magari con incentivi che sarebbero assolutamente necessari per sostenere le modifiche al regolamento urbanistico approvate nel corso dell'ultimo consiglio, che come abbiamo già sostenuto in quell'occasione, è facile prevedere che non siano sufficienti a garantire nuovi insediamenti familiari e a bloccare l'esodo dai nostri centri storici.

Un piano delle opere insignificante, fatta eccezione per il doveroso ripristino di un paio di frane che sono da considerare manutenzioni, i previsti interventi ai cimiteri di Peccioli e Legoli e l'impianto fotovoltaico degli impianti sportivi.

L'avanzo di amministrazione 2014 (più di 4 milioni), non viene applicato; il Sindaco, per giustificarne il non uso, nel corso della scorsa seduta di Consiglio, ha addirittura evocato lo spettro del commissariamento e la vicenda del Comune di Viareggio. Ma come? Viene da ridere (o da piangere), pensando che il 31 dicembre erano più di 5 milioni i crediti del Comune nei confronti della Belvedere, per il mancato rispetto delle scadenze stabilite dalla convenzione in essere.

In sintesi il bilancio del Comune appare una tutela del Bilancio della Belvedere che viene prima di tutto e sopra tutto. Siamo consapevoli che una buona parte delle risorse vengano da Belvedere, ma se poi queste rimangono fisicamente nelle casse della partecipata tanto da ridurre (a fine 2014) la tesoreria del Comune a poco più di 100 mila euro con milioni da ricevere, tutto è inutile. Ci chiediamo: si fanno gli interessi del Comune con l’approvazione di questo bilancio previsionale?

“Il Sindaco lo sa fare”, si diceva in campagna elettorale; noi pensiamo di no, perché il Sindaco non è un manager, un comune non è un’azienda, un Consiglio comunale (che si gestisce con troppa disinvoltura) non è un consiglio d’amministrazione. Il Sindaco è un amministratore pubblico, deve avere e mantenere un altro livello di sensibilità.

Concludendo c'è poi un tema su cui l'amministrazione è sorda  per il quale il Sindaco non riesce a capacitarsi della nostra insistenza: una raccolta differenziata seria che porti la percentuale attuale  ad un risultato degno di una comunità avanzata.
Non può un comune come Peccioli veleggiare sotto il 30%, quando oramai tutti i comuni,  pur non avendo impianti sul territorio, raggiungono percentuali dell'80%.
Non vale la risposta che dà solitamente il Sindaco e cioè che sarà il gestore unico ad attivare il servizio, una volta vinta la gara dell'ATO COSTA (quando ci sarà se ci sarà; se ne parla dal 2008 e dal 2010 si dice che si andrà a gara).
Non siamo molto sicuri che non possa accadere come per altre gestioni e per altri servizi (acqua, trasporti), cioè che la logica del profitto e del mercato farà sì che dove si guadagna arrivi il privato e dove non si guadagna o si rimette, tutto rimanga a carico della collettività; in questo caso i Comuni, lasciati senza risorse,  non ne faranno di nulla.

Fonte: Progetto Comune Peccioli

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