
Sono anni che denunciamo alla cittadinanza che l'Unione Valdera non sta assolutamente assolvendo allo scopo per cui è nata.
La scelta della giunta di applicare tariffe per la mensa e il trasporto scolastico diverse da comune e comune è solo l’ultima dimostrazione di tutto questo.
Una dimostrazione rafforzata dalle sempre più frequenti dichiarazioni o distinguo di alcuni Comuni che meditano almeno in 4 casi non solo di ritirare le deleghe ma di uscire e abbandonare l’Unione Valdera.
Del resto è innegabile che in particolare i piccoli comuni si sentono oppressi da questa struttura.
Ma allora ci chiediamo:
Dove sono finite le tante annunciate economie di scala con i risparmi economici?
Quando inizieranno le tanto osannate riduzione dei costi sui servizi e il contestuale aumento e miglioramento dei servizi offerti?
Quando inizieranno le sinergie tra i comuni e la relativa diminuzione del personale?
Come mai nella maggior parte dei casi i contributi arrivati dalla Regione per le funzioni attivate non sono finiti per ridurre i costi e relativi benefici per i cittadini ma per pagare la macchina amministrativa?
In realtà ad oggi dopo tutti questi anni tutto ciò che rappresentava l’ossatura che ha portato alla nascita dell’Unione Valdera non si è realizzata se non in due situazioni. In primis per garantire un capillare controllo del territorio da parte del partito padrone e poi nel coordinare l’assegnazione e il controllo dei profughi sui comuni della Valdera.
Tanto da far sembrare in questi ultimi mesi l’Unione più una sorta di albergo del KGB che riesce non solo a gestire i profughi ma anche le singole amministrazione comunali.
Fonte: Matteo Arcenni, Elena Baldini Orlandini e Roberto Ticciati - Valdera Civica
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