Ricordare la Grande Guerra, ecco il documentario di Juri Guerranti

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L’immagine più bella del ricordo di chi cadde cent’anni or sono nelle trincee della Grande Guerra è offerta dall’Asilo Monumento, il luogo dove generazioni di bambini vivono, imparano, giocano a fianco del sacrario che ricorda i soldati senesi vittime del conflitto e con la loro vitalità li fanno rivivere.

E’ il messaggio, fuori di ogni retorica, che il Prefetto di Siena Renato Saccone ha voluto trasmettere agli oltre 200 studenti delle scuole superiori senesi che hanno assistito alla proiezione del documentario del giornalista senese Juri Guerranti su “1915-1918: Siena e provincia nella Grande Guerra”. L’opera è stata voluta dalla Prefettura di Siena per le celebrazioni del Centenario che del primo conflitto mondiale, che ha avuto inizio il 24 Maggio, anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia. Il lavoro di Guerranti, un’ora di ricostruzione con documenti, reperti, interviste e immagini dai luoghi teatro degli eventi, si basa su un approccio inverso a quello canonico: infatti si parte da Siena, città lontata dal fronte, per giungere alle trincee dove aspri furono i combattimenti.

<<In ogni sede delle 17 Contrade del capoluogo così come in ogni piazza dei borghi più piccoli di questa provincia esistono lapidi che ricordano i nomi dei caduti di allora – ha detto il Prefetto Saccone – ed è da qui che dobbiamo partire, per ricordare quanto accadde attraverso la microstoria dei luoghi dove viviamo>>.

Un modo per imparare che quegli eventi generarono effetti in tutto il Paese e che, dopo la Grande Guerra, non si riuscì ad evitare altri errori non meno gravi. Mentre è importante far tesoro di quanto accadde per credere nella ragione del dialogo più che nella forza delle armi e che dobbiamo dare fiducia e concretezza ai progetti dell’Europa, soprattutto quando le cose non vanno bene, ricorrendo al miglior spirito di fratellanza per far recuperare ai cittadini la speranza per il futuro.

E di Europa ha parlato anche il presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo, che ha focalizzato l’attenzione degli studenti anche sul concetto di solidarietà che emerge dal filmato.

<<La solidarietà è una costante che emerge nella comunità senese – ha detto il Presidente Profumo – che durante il conflitto si prodigò in favore dei familiari che partirono per il fronte e verso i profughi che affluirono nel Senese. Lo spirito di accoglienza e di aiuto ai bisognosi fu notevole>>. Poi l’Europa, un tema caro ad Alessandro Profumo. <<La nostra generazione – ha detto il Presidente – non sempre è riuscita a trasmettere ai giovani che l’Europa non è quella dei vincoli imposti ai paesi membri ma è quella delle opportunità per i ragazzi che, ad esempio, possono andare a studiare all’estero grazie al programma Erasmus o a quelli riservati alle scuole superiori. Ricordiamo sempre che grazie all’Europa, che nacque dalla tragedia delle due Guerre Mondiali, è dal 1945 che il continente non è interessato da eventi bellici, fatta eccezione per i Balcani>>.

Infine Alessandro Profumo ha sottolineato il ruolo che ebbe il Monte dei Paschi nei confronti della popolazione senese impoverita dalla guerra e dalla mancanza di manodopera richiamata al fronte. <<Il documentario dimostra che il Monte si confermò attore positivo di solidarietà – ha detto Profumo – erogando denaro per la ricostruzione di alcuni paesi distrutti e a sostegno dei bisognosi senesi, senza essere erogatore di ricchezza senza senso>>.

 

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