Dall'Irlanda il si al matrimonio omosessuale, Si Toscana: "Noi ostaggi di Alfano, Renzi e Giovanardi"

Con una valanga di Sì al referendum popolare la cattolicissima Irlanda ha aperto la strada la matrimonio omosessuale: un altro paese dice Sì ai diritti civili mentre in Italia, ostaggi degli Alfano, dei Renzi e dei Giovanardi, rimaniamo gli ultimi della classe in Europa.

Ancora una volta in Europa, come avvenne per i Sì per l’acqua pubblica in Italia, il voto popolare dà un indirizzo ben preciso alla politica e indica una strada di inclusione, giustizia, pari diritti e solidarietà.

Il Sì toscano esulta per il Sì irlandese e ribadisce le sue priorità in merito: forte sostegno ad una legge nazionale per i matrimoni omosessuali, nuovi fondi regionali a favore di programmi scolastici che contrastino l’omotransfobia e una cultura di inclusione delle differenze; formazione del personale sociosanitario sulle tematiche lgbti; osservatorio permanente sulle discriminazioni.

«I’m so proud to be Irish today» ha twittato il Ministro delle Pari Opportunità irlandese. Oggi, anche noi del Sì siamo fieramente irlandesi.

 

Vendola, una lezione di civiltà

"Credo si tratti veramente di un fatto straordinario, una lezione di civiltà, dalla cattolicissima Irlanda, un Paese che era noto fino a qualche decennio fa per l'esperienza delle Magdalene, che aveva fino a 20 anni fa ancora l'omosessualità nel codice penale considerato come un reato": cosi Nichi Vendola, presidente di Sel, oggi a Pistoia per un'iniziativa elettorale, ha commentato l'esito del referendum in Irlanda che apre ai matrimoni gay. Per Vendola "è la vittoria della cultura dei diritti contro il filo spinato del pregiudizio, dell'intolleranza, dell'ignoranza, della paura ed è un voto popolare, con una partecipazione straordinaria, soprattutto dei giovani, che hanno fatto dell'Irlanda oggi un Paese pioniere, dal punto di vista della conquista dei diritti civili". "Questo - ha aggiunto - rende ancora più triste la scena politica italiana, dominata da troppo tempo da élite che coltivano la virtù dell'ipocrisia".

Fonte: Ufficio Stampa

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