Regionali, Spinelli (PD) in tour nel Chianti: "Attenzione alla mobilità, all'industria e al paesaggio"

Serena Spinelli

Nel mio viaggio in lungo e in largo per il Collegio Firenze 2, non a caso chiamato “Il Collegione” per la sua varietà ed estensione, ho avuto modo di conoscere l'esperienza che ChiantiForm sta portando avanti all'Azienda Universitaria di Montepaldi, nel comune di San Casciano. Ho incontrato giovanissimi ragazzi e ragazze del territorio e con loro Franco Agnoletti, direttore dell'agenzia formativa. Questi ragazzi, che per ragioni diverse hanno abbandonato la scuola, trovano qui una nuova opportunità di lavoro e di socialità. Grazie alla collaborazione tra le associazioni di volontariato e le aziende agricole locali è nato un modello di formazione puntuale, che ha un riscontro molto positivo nel mercato del lavoro. L'incontro tra conoscenza e saper fare che teorizziamo da anni esiste già, e va sostenuto con azioni mirate, che leghino i finanziamenti al territorio e alle effettive possibilità di impiego.
Un esempio splendido, che può aiutarci a orientare più efficacemente tutto il sistema formativo della nostra Regione. Giovani, formazione e agricoltura a noi piacciono così: sul campo, in tutti i sensi!

IL MIO CHIANTI
Il Chianti è un territorio che per esprimersi al meglio ha bisogno per prima cosa di una mobilità  adeguata alle esigenze dei tempi.
Con Simone Bezzini, candidato nel collegio di Siena, ci siamo incontrati alcuni giorni fa all'uscita di Tavarnelle Val di Pesa per assumere un impegno comune: far spendere subito all'ANAS i soldi già ottenuti dalla Regione per nuovi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'Autopalio. L'Autopalio è infatti un'arteria fondamentale per la Toscana, percorsa da migliaia di mezzi ogni giorno. E' una risorsa vitale per la mobilità e lo sviluppo dei nostri territori, irrinunciabile per pendolari, turisti, traffico merci e altro ancora. Ma è soprattutto una porta verso Firenze e non è tollerabile che sia così malridotta e insicura, oltre che perennemente congestionata dal traffico.

Dobbiamo abbattere il muro che separa il Chianti dalla città di Firenze.
L'intervento sull'Autopalio va perciò inserito nel progetto più complessivo della viabilità dell'area metropolitana. Ad esempio, bisogna fare in modo che all'ingresso della città ci sia l'opportunità di lasciare la macchina per prendere la tramvia. Bisogna cioè pensare nell'ottica dell'intermodalità, se ci vogliamo concedere un tecnicismo. Questo mi fa dire che è necessario e prioritario realizzare la tramvia fino a Tavarnuzze e Bagno a Ripoli, per integrarla nella metropolitana a cielo aperto che sarà progettabile con il completamento del sottoattraversamento di Firenze della TAV. Si può fare, ci sono già ipotesi di studio pronte per essere realizzate. Voglio dire con molta chiarezza che la Regione non dovrà preoccuparsi solo del pur importantissimo nodo infrastrutturale della Piana, ma dovrà dare risposte concrete anche alle porte a sud di Firenze, dal Chianti, al Valdarno e alla Valdisieve, fino al Mugello. Territori per tanti versi disomogenei tra loro, ma non possiamo accettare che siano ancora subordinati ad altri nella lista delle priorità su cui intervenire.
L'impegno sull'Autopalio non riguarda solo il diritto alla mobilità e alla sicurezza, ma anche le condizioni per lo sviluppo dell’impresa di qualità, nel manifatturiero e nell'agro-alimentare. Quella strada attraversa infatti sistemi economici che in alcuni casi manifestano forti difficoltà, ma sono vivi, e anzi hanno grandi possibilità di rilancio. Attraversa paesaggiincantevoli, dove si respira la cultura del lavoro. Il Chianti è un paesaggio costruito nei secoli dall'attività umana e a mio parere per continuare ad essere un'eccellenza deve per l'appunto essere messo in condizione di lavorare.

L'esempio più calzante ce l'offre la vicenda della Laika. La discussione per lo spostamento del centro produttivo dalla Sambuca al Ponterotto ha fatto emergere che la proprietà di Laika preferiva pagare un costo in più per rimanere nel Chianti, perché altrove non avrebbe trovato quelle maestranze e quella qualità produttiva.
Le infrastrutture devono essere di aiuto allo sviluppo. Se diciamo “Chianti”, in qualsiasi parte del mondo ci riconoscono per il vino, l'olio, il paesaggio. Intorno al vino e all'olio c'è un'industria che produce le attrezzature e le rinnova per migliorare la qualità dei prodotti. C'è il lavoro di qualità, che dobbiamo saper valorizzare per conservare attivamente il nostro straordinario paesaggio.
Se diciamo “Chianti”, viene in mente il cotto dell'Impruneta e di Greve, ora in crisi per la difficoltà del settore edilizio. Dobbiamo farcene carico, perché parliamo di un'altra eccellenza del lavoro, oltre che della qualità della vita di tante persone.

Se diciamo “Chianti”, evochiamo una delle mete turistiche più ambite del mondo, un settore molto importante per l'economia locale. Per questo ho voluto sottolineare la necessità di pensare a un'Autopalio bella, ben inserita nell'ambiente, lungo la quale segnalare in modo appropriato le bellezze uniche e straordinarie che la circondano. Perché non immaginare il coinvolgimento di artisti per qualificarne l'immagine? Perché non invitare le imprese a compartecipare a un serio investimento pubblico?
Il Chianti è qualità e anche il turismo deve rispettare il territorio, deve essere sostenibile, non invasivo. Mi viene da dire “lento". Penso soprattutto a quel Chianti profondo, che in tante parti dell'anno vive di turismo enogastronomico, responsabile, qualificato. Che ha così tanto successo perché si inserisce in un ambiente e in un paesaggio unico al mondo, da tutelare attivamente e da consegnare al futuro. Perché offre qualità eccellente, perché nel Chianti si sa cos'è l'accoglienza.

Il Chianti infatti sono le persone che lo vivono e che ogni giorno lo costruiscono e lo custodiscono.
Queste persone devono essere al centro dell'attenzione pubblica. In particolare i servizi socio sanitari devono essere pensati in relazione ai bisogni dei cittadini, devono essere vicini a questi bisogni. Insieme al volontariato e all'associazionismo, al terzo settore, bisogna dare risposte tramite una vera integrazione di competenze, non ci sono altre strade percorribili.
Il mio impegno per il Chianti è continuare ad amarlo. Per farlo, dal Consiglio regionale mi impegnerò, se eletta, a prestare attenzione a tutti i temi cui ho accennato. Lo farò insieme alle Amministrazioni locali, che non possono essere lasciate sole, specie in una Città metropolitana che rischia di risultare troppo sbilanciata verso nord-ovest e meno attenta ai bisogni dei territori che insistono sul Collegio Firenze 2.

Fonte: Comitato elettorale Serena Spinelli

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