Luca Profeti, impiegato e dj da San Miniato fin nella terra dei canguri

Luca Profeti (foto da Facebook)
Luca Profeti lavorava in Italia e per passione faceva il dj. Il lavoro si è trasformato in cassa integrazione, la passione è rimasta intatta. Proprio per questo Luca, 27enne da San Romano, ha preferito scegliere un 'periodo di prova' per emigrare: da metà 2014 si è trasferito dall'altra parte del mondo. Il lavoro non è lo stesso, la vita è totalmente differente, ma traspare la soddisfazione e la felicità dalle sue parole. Per l'estate ritornerà a casa ma non è detto che non ci sarà una seconda partenza...
Nome: Luca Profeti
Anni: 27
Cresciuto a: San Romano (PI)
Studi: Liceo Sociopsicopedagogico
Residenza e professione: San Romano, Impiegato ufficio Import-Export e Dj
Lavoro in Italia: Impiegato ufficio Import Export e Dj
Prima esperienza all’estero: Australia
Perché hai deciso di andare all’estero?
Era tanto tempo che avevo in testa di andarmene per fare una nuova esperienza in un nuovo mondo ma non avevo mai avuto il coraggio di fare le valigie e partire. La cosa che mi ha spinto ad andarmene é stato il fatto che ormai ero in cassa integrazione da un anno e non avevo molto da perdere come magari avevo prima.
Quali sono le principali differenze fra il mondo del lavoro italiano e quello estero?
Non voglio parlare male dell'Italia ma il lavoro qua anche se duro é gratificante perché le paghe sono molto alte. é vero la vita é a sua volta cara ma lo stile di vita é decisamente imparagonabile al nostro.
Io lavoro di giorno come lavapiatti in una ditta di catering e la sera lavoro come lavapiatti in un ristorante e riesco a mettere da parte un sacco di soldi pagando affitto, viveri e qualche svago. Il secondo lavoro non mi servirebbe, lo faccio soltanto perché la mia idea non é di stare qua per sempre e cerco di fare più possibile per prepararmi al rientro in patria.
La vita e il lavoro all’estero sono diversi dall’idea che ti eri fatto prima di partire?
Devo dire che non é stato facile all'inizio trovare un lavoro soprattutto per la lingua e il primo lavoro che ho trovato é stato quello del lavapiatti al ristorante dove tuttora lavoro e la paga non era affatto buona.
Ma anche a Sydney funziona così se lavori sotto cinesi e italiani perché sanno come prendere le persone per la gola. All'inizio quindi pensavo che forse qua non era quell'isola che non c'é di cui tutti parlano.
Fortunatamente poi ho trovato questa nuova realtá totalmente australiana dove ho iniziato ad andare a lavorare col sorriso pensando a tutto quello che potevo fare con questo nuovo lavoro avendo una buona paga, non altissima ma comunque eccezionale per le mie abitudini italiane.
Quindi concludendo consiglio a tutti di partire ma con la mentalitá che nessuno regala niente e che comunque non sbarcherete nel paese delle meraviglie dove tutto arriva con uno schiocco di dita.
Cosa ti manca dell'Italia?
Famiglia, amici, il mio lavoro notturno da Dj, la curva Fiesole
Torneresti a lavorare in Italia?
Purtroppo devo farlo
Hai qualche aneddoto sulla permanenza all'estero?
Ho conosciuto molti ragazzi che sono venuti qua a lavorare e hanno trovato uno sponsorship per avere la residenza e l'idea di tornare neanche gli sfiora la mente.
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