Mugnai (FI), "Regione sbruffona con le scuole: o si adeguano alle prescrizioni o niente contributi"

(foto gonews.it)

Il candidato di FI alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai diffonde la circolare sul calendario scolastico recapitata a tutti gli istituti

«Per poter beneficiare dei contributi da parte della Regione Toscana a valere su fondi regionali e su FSE, le scuole dovranno dimostrare di aver provveduto agli adattamenti del calendario entro i limiti fissati». Firmato: la dirigente del settore educazione e scuola della Regione Toscana. Sì, ok: peccato che il limite sia al 10 giugno, cioè tra un mese, e che di qui ad allora non tutti i nodi saranno sciolti. E poi, in questa maniera il concetto di ‘autonomia scolastica’ resta appena un tantino compresso, per usare un eufemismo, soprattutto dal momento che il calendario made in Rossi è perpetuo, ovvero sempre valido, secondo un modello mutuato dall’Emilia Romagna, unica altra Regione ad essere intervenuta in questo senso.

«Siamo alle solite», commenta il candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai che diffonde la circolare emessa dalla Regione pochi giorni fa. «La natura di Enrico Rossi e della sinistra che storicamente governa la Toscana grava su ogni settore della vita del cittadino e mira a porre sotto controllo o tutela tutti gli aspetti, dalla culla alla bara, così da generare, accrescere e consolidare il consenso politico. Sbagliatissimo il merito, perché una comunità e un territorio per crescere hanno bisogno della libertà che la legislazione nazionale del resto riserva loro, anche nel caso della scuola, ma sbagliatissimo anche il metodo, giacché qui si arriva a minacciare di non erogare i finanziamenti. Per di più – prosegue il candidato governatore di Forza Italia – qui la Regione impone il divieto tassativo di anticipare l’inizio e la fine dell’anno scolastico, facoltà invece riconosciuta dalla norma nazionale proprio per permettere alle scuole di adattare il calendario regionale in base alla programmazione della propria offerta formativa, scelta e condivisa da docenti e famiglie».

Mugnai è per ribaltare questo sistema ideologico-culturale che confonde amministrazione della cosa pubblica e pensiero unico: «Noi vogliamo una politica che scriva le regole e poi si tiri indietro dalle vite delle persone, lasciandole libere di esprimere le proprie vocazioni oltre che di esercitare i propri diritti non come fossero concessioni. Dinanzi a una simile circolare che scelta può avere un istituto scolastico se non quella di obbedir tacendo? Ma così quale autonomia rimane alla scuola? Praticamente nessuna, e anzi con un termine così stringente al 10 giugno non si farà altro che produrre nuove incertezze per i ragazzi e per le famiglie».

Fonte: ufficio stampa

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