Partecipate, Nascosti (FI): "Ogni anno un buco da 12 milioni di euro"

Nicola Nascosti (foto gonews.it)

"Se Rossi avesse voluto davvero rilanciare l’economia toscana avrebbe dovuto scardinare il sistema della partecipate regionali, che valgono e bloccano attualmente oltre 150 milioni di euro di risorse e perdono complessivamente 12 milioni di euro l’anno di cui di diretta competenza della fiscalità regionale oltre 5 milioni di euro, l’equivalente di oltre il 50% dell’aumento della pressione fiscale varata dalla Giunta Regionale nel 2014, corrispondente (addizionale IRPEF e IRAP) a 240 milioni di euro che mancheranno dalle tasche dei Toscani. A denunciarlo Nicola Nascosti, consigliere regionale uscente di Forza Italia e ricandidato nel collegio di Firenze.

“Come consigliere regionale – aggiunge ancora Nascosti - nel mio mandato ho presentato una contro manovra finanziaria finalizzata alla dismissione delle partecipazioni regionali non strategiche così da evitare l’aumento della pressione fiscale alle imprese e alle famiglie con redditi medio bassi. Contro manovra che fu bocciata. Le risorse risparmiate dovrebbero essere investite nella costante diminuzione della pressione fiscale sui redditi medio bassi e sul mondo delle piccole e medie imprese (98% del tessuto economico fiorentino) e per la promozione di progetti per la sicurezza (videosorveglianza e sostegno alle polizie locali) nei centri urbani (vedi Firenze) , maggiori risorse a disposizione per gli organi di controllo Arpat e Asl da impegnare nella lotta all’abusivismo, in ogni forma e genere, al degrado e soprattutto all’emersione delle attività economiche illegali.

Una situazione assurda -spiega Nascosti- La sinistra di Rossi non taglierà mai questa spesa improduttiva che gli serve per mantenere “apparato” e consenso. Lo abbiamo già visto: ha preferito aumentare due tasse IRAP e IRPEF piuttosto che rinunciare a scontentare i suoi potenziali elettori, nonostante il Consiglio Regionale più di una volta, su nostra iniziativa abbia proposto la dismissione e la riforma delle partecipate”.

Il sistema pubblico delle partecipate degli Enti locali in Toscana vanta il primato del maggior numero di partecipate pubbliche d'Italia: 1.050 (regionali e di tutti gli altri Enti locali della Toscana), ovvero il 14% delle 7.726 a livello nazionale (fonte Ministero delle Finanze). Delle 1.050 toscane, solo di 780 di esse si conoscono i bilanci (le restanti non hanno inviato i propri bilanci al ministero) : 180 risultano in passivo, mentre altre 190 risultano non operative. Quelle che possono vantare un capitale proprio che oscilla tra 10 e 100mila euro sono 334.

“La cosa sulla quale voglio soffermarmi e che trovo scandalosa di questi dati – spiega il consigliere Nicola Nascosti – è che in circa 400 delle partecipate appena citate riferibili ai comuni, il numero dei dipendenti è inferiore al numero delle persone presenti nei Cda. Sono quasi tutte piccole società, e il sospetto che siano state create per dare posizioni di favore a qualche amministratore sorge spontaneo. Inoltre, il dato che emerge chiaro è lo squilibrio evidente fra perdite e capitale investito, soprattutto nelle società con capitale superiore a 100mila euro. Voglio citare il dato Servizi alla Strada Spa Firenze con un capitale investito di 1.797.290, perdite di -1.138.753 e uno squilibrio di -63.4%.

“Dopo tutte queste premesse – prosegue Nascosti - credo che sia doveroso dire che la dismissione delle partecipate regionali in Toscana, alcune delle quali oggettivamente inutili, vale circa 150 milioni di euro, pari al 20% del totale IRPEF regionale. Una dismissione che permetterebbe anche di dare una risposta alle richieste del Governo sulla riduzione dei costi degli apparati regionali e metterebbe in sicurezza i livelli ed i costi di accesso al sistema sanitario regionale per i cittadini. Insomma la sinistra invece di intervenire su questo settore, privatizzando, ha scelto di aumentare nel 2014 sia l’addizionale IRPEF sia l’IRAP per 240 milioni di euro”.

Fonte: ufficio stampa

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