Università, il ruolo dell’amigdala nella formazione di memorie emotive: anche un team fiorentino nel progetto


L’acquisizione di memoria emotiva, la funzione cerebrale che permette il ricordo di un’emozione generata da esperienze prevalentemente di paura, può avvenire anche senza l’intervento dell’organo deputato, l’ippocampo. A sostituirlo, in caso di danneggiamento, è l’amigdala, struttura a forma di mandorla, capace - attraverso l’istamina – di aumentare la valenza emotiva di uno stimolo esterno, in modo da conservarne memoria.

La scoperta è frutto di una ricerca pubblicata su Proceedings of National Academy of Science – PNAS a cura di ricercatori dei dipartimenti di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (NEUROFARBA) e Medicina Sperimentale e Clinica, in collaborazione con studiosi del Centro di Memoria dell’Università Cattolica Pontificia del Rio Grande del Sud di Porto Alegre (Brasile); il team è stato coordinato da Patrizio Blandina, ordinario di Farmacologia dell’Ateneo fiorentino (“Histamine in the basolateral amygdala promotes inhibitory avoidance learning independently of hippocampus” doi:10.1073/pnas.1506109112).

La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento del Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico brasiliano (CnPQ), nell’ambito del programma “Scienza senza Frontiere”.

“L’indagine – spiega Blandina – ha dimostrato che, nel caso di una compromissione funzionale dell’ippocampo, il sistema istaminergico dell’amigdala conferisce al cervello la plasticità necessaria a reclutare circuiti alternativi per la formazione di una memoria di paura. Lo studio è importante perché suggerisce nuovi bersagli e strategie per il trattamento di disturbi sia della memoria che ossessivo-compulsivi”.

Fonte: Università degli Studi di Firenze

Notizie correlate



Tutte le notizie di Firenze

<< Indietro

torna a inizio pagina