'Ponti per l’Oriente', un incontro con Donald Keene all’auditorium al duomo

Donald Keene

Un incontro per parlare di cultura giapponese con uno dei suoi massimi esperti. Sarà l’Auditorium al Duomo (via de’ Cerretani, 54/r) ad ospitare oggi, martedì 5 maggio (ore 17), l’incontro “Ponti per l’Oriente. Una missione antica e il contributo moderno di Donald Keene”, promosso nell’ambito delle giornate di studio “I quattrocento anni della Missione Hasekura - Nuove Prospettive di Ricerca”.

L’incontro si aprirà con i saluti dei rappresentanti della Fondazione Romualdo Del Bianco e della Fondazione Italia Giappone e di Hideo Fukushima, vice capo missione dell’Ambasciata del Giappone. La giornata di studio sarà introdotta da Teresa Ciapparoni La Rocca, docente alla “Sapienza” Università di Roma, e da Francesco Civita, curatore della sezione orientale del Museo Stibbert. Fulcro dell’incontro sarà quindi l’intervento di Donald Keene, professore emerito alla Columbia University. Modererà la professoressa Ikuko Sagiyama, ordinario di Lingue e letteratura giapponese all’Università degli Studi di Firenze e che nel 2013 ha ricevuto un’onorificenza da parte del Ministro degli Affari Esteri giapponese quale riconoscimento per il contributo dato alla diffusione della cultura giapponese in Italia.

Il professor Donald Keene, traduttore per l’esercito americano nel Giappone occupato, è il maggior studioso del paese del Sol Levante tra coloro che per primi ne hanno approfondito la conoscenza. Ha ricevuto per questo dal governo giapponese nel 2008 il riconoscimento più alto, l’Ordine della Cultura.

Subito dopo la fine del conflitto visitò l’Italia e oggi, quasi sette decenni dopo e a 93 anni, si accinge a tornare qui per parlare del Giappone, di cui ha preso la cittadinanza nel 2012. Se oggi la conoscenza del Giappone è in Italia molto profonda è anche grazie al contributo dato proprio dal professor Keene con innumerevoli studi e traduzioni, ma anche con libri importanti tra cui l’imponente ricerca sull’imperatore Meiji, che ha guidato l’ammodernamento del Giappone a fine Ottocento. Ne parlerà con lui, nell’incontro del 5 maggio, la professoressa Ikuko Sagiyama, ordinario di Lingua e letteratura giapponese nell’ateneo fiorentino.

L’occasione dell’evento è il quarto centenario dell’arrivo in Italia della missione giapponese indirizzata a Paolo V Borghese: inviata dal feudatario di Sendai, probabilmente era autorizzata e persino sollecitata dallo shogun, la massima autorità che allora, in pratica, governava al posto dell’imperatore. Lo scopo era stabilire scambi commerciali diretti fra il Giappone e la Nuova Spagna, cioè il Messico, anziché passare attraverso le Filippine. Parlerà di questo aspetto Teresa Ciapparoni La Rocca, già docente presso l’Università di Roma “Sapienza”.

L’arte giapponese è poi quella che più ha affascinato i collezionisti dell’Ottocento in Italia e, tra di loro, un membro della comunità inglese di Firenze, che ha collezionato molti interessanti oggetti dando luogo ad un Museo, lo Stibbert. Frederick Stibbert può essere considerato un altro eccezionale ambasciatore, in questo caso della cultura giapponese, visto che dette vita, fin dal 1870, a una delle collezioni più importanti al di fuori del Giappone. Primo in Italia e in Occidente, acquistò un notevolissimo numero di opere giapponesi, in gran parte armi, armature e oggetti appartenenti alla classe dei Samurai, con manufatti a partire dalla seconda metà del XVI fino alla fine del XIX secolo. Della sua collezione come rappresentativa di un gusto raffinato e insolito parlerà il curatore della Sezione Orientale del Museo, Francesco Civita.

Donald Keene

Donald Keene (New York, 1922), traduttore per l’esercito americano nel Giappone occupato, è il maggior studioso del paese del Sol Levante, tra coloro che per primi ne hanno approfondito la conoscenza. Professore Emerito alla Columbia University, dove si è laureato nel 1942 e ha insegnato letteratura giapponese per oltre cinquant’anni, è presidente della Donald Keene Foundation for Japanese Culture, istituita in suo onore presso la Columbia University nel 1986. L’interesse di Keene per le altre culture è iniziato presto. In seguito a una crociera in Europa con il padre all’età di 9 anni, si è appassionato alle lingue straniere, ma è solo anni dopo con la scoperta del Genji Monogatari in una libreria di Times Square che è scattata l’attrazione fatale per il Giappone. Se è stata la letteratura ad avvicinarlo idealmente a questa terra da lui così distante, è stata poi la guerra a condurvelo fisicamente negli anni ’40. Infatti, dopo aver iniziato a studiare lingua giapponese alla Columbia per poi trovarsi costretto dopo l’attacco a Pearl Harbor a proseguire i suoi studi alla scuola della Marina Statunitense in California, ha collaborato come traduttore e interprete per l’intelligence americana nella regione del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. Terminato il conflitto, di ritorno in America, si è laureato alla Columbia e ha approfondito gli studi giapponesi presso l’Università di Harvard prima e di Cambridge in Inghilterra dopo, per poi tornare in Giappone nel 1953 e studiare per due anni all’Università di Kyoto, in un periodo per il Paese di grande fioritura artistico-culturale. È entrato così in contatto con letterati del calibro di Junichiro Tanizaki, Yukio Mishima, Yasunari Kawabata e Kobo Abe. Nel 1955 è tornato a New York dove ha iniziato a insegnare, e da quel momento in poi, si è diviso tra America e Giappone, definendosi “an American in the heart of Japan” (un americano nel cuore del Giappone), come cita nel sottotitolo della sua recente biografia Chronicles of my life, quello stesso Giappone da lui definito “the center of my world” (il centro del mio mondo), un Paese in cui per lunghissimo tempo ha continuato a far ritorno sempre con la medesima gioia e commozione.

Keene ha pubblicato numerosi libri in inglese (25 circa) e in giapponese (30) su temi riguardanti il Giappone, includendo sia studi di letteratura e cultura giapponese sia traduzioni di opere della letteratura giapponese classica e moderna, oltre a una Storia della letteratura giapponese in quattro volumi e a una biografia dell’imperatore Meiji, Meiji Tenno, opera vincitrice del 56esimo premio letterario Mainichi Shuppan. Nel 2002 è stato insignito del titolo di “Persona di merito culturale” (Bunka Korosha) per il suo contributo alla promozione della letteratura e della cultura giapponese, e nel 2008 gli è stato conferito l’Ordine della Cultura (Bunka Kunsho), il più alto riconoscimento riservato dal governo giapponese a chi si è particolarmente distinto nel campo dell’arte, della letteratura e della cultura. Dopo il terremoto del 2011, Keene si è trasferito definitivamente in Giappone, assumendone la cittadinanza nel 2012.

Teresa Ciapparoni La Rocca

Già docente presso Sapienza Università di Roma, dove è stata allieva di Giuliana Stramigioli, ha curato volumi e pubblicato numerosi articoli sulla letteratura giapponese (in particolare Akutagawa Ry`unosuke), spesso di taglio comparativo, nonché sulle relazioni italo-giapponesi antiche e moderne, in italiano, inglese, giapponese e spagnolo. Ripetutamente consigliere dell’Associazione Italiana di Studi Giapponesi, nel 2013 le è stata conferita l’onorificenza del governo giapponese “Ordine del Sol Levante, Raggi in Oro con Rosetta” quale riconoscimento per il contributo dato - in qualità di docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza” - al miglioramento e alla diffusione dell’insegnamento del giapponese e degli studi sul Giappone.

Ikuko Sagiyama

Docente di Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università di Firenze. Le sue ricerche e le sue pubblicazioni vertono principalmente sulla letteratura classica giapponese, con particolare riferimento alla poesia, nel cui ambito ha pubblicato tra l’altro due volumi: Antologia della poesia classica giapponese. Il Manyôshû (Napoli, CUEN, 1984, 266+136 pp.) e Kokin Waka Shû. Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne (Milano, Ariele, 2000, 686 pp.). Una serie di lavori è dedicata, invece, alla poesia moderna, tra cui Raggi di luna falciati (traduzione della raccolta di haiku della poetessa Tamura Satoko, 2007). Ha pubblicato inoltre su riviste e volumi collettanei gli studi e le traduzioni dei testi e autori classici e moderni, quali drammi del teatro tradizionale Noh ispirati a Genji monogatari, raccolta poetica di Hagiwara Sakutaro ecc.
Nel 2013 le è stata conferita l’onorificenza del Ministero degli Affari Esteri giapponese per il contributo dato alla diffusione della cultura del suo Paese in Italia.

Francesco Civita
Laureato in Lingue e Letterature Straniere indirizzo orientale (giapponese); curatore delle Sezioni Orientali (Giapponese ed Islamica) del Museo Stibbert di Firenze; associato al CNR – ISC (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto Sistemi Complessi); esperto della Fondazione Romualdo Del Bianco - Life Beyond Tourism. Curatore e membro dei comitati scientifici di mostre legate alle Sezioni Giapponese ed Islamica del Museo Stibbert, in ambito nazionale ed internazionale (Italia, Olanda, Germania, Francia, Giappone e USA) e dei relativi cataloghi (sia con Aa.Vv. sia come curatore unico). Consulenze ed incarichi per musei terzi, nazionali ed internazionali (Musei Vaticani, Museo Nazionale di Arte orientale di Roma, Museo Orientale di Venezia, Armeria Reale di Torino, Venaria Reale, Pitt Rivers Museum di Oxford, Metropolitan Museum di N.Y., National Museum of Natural Science, Houston, Texas, University Museum di Athens, Georgia, Ringling Museum di Sarasota, Florida, Wereld Museum, Rotterdam, Netherland).

Fonte: Ufficio stampa Fondazione Romualdo Del Bianco

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