
"Lo stato di diritto sociale non va smantellato, ed in particolare il diritto fondamentale al lavoro. Questo non può essere considerato una variabile dipendente dai mercati finanziari e monetari. E' un bene fondamentale rispetto alla dignità, alla formazione di una famiglia, alla realizzazione del bene comune e della pace"; è Papa Francesco a sollevare, ancora una volta, l'attenzione sul tema del lavoro. Oggi, in un momento storico in cui i corpi intermedi (non solo i partiti, ma persino i sindacati) perdono potere e capacità di rappresentanza, sembra difficile poter introdurre una discussione seria che affronti nel merito non solo la necessità di dignità della condizione lavorativa o quella dell'uguaglianza di sesso nei diritti e nelle retribuzioni salariali (perché siamo ancora molto lontani dall'obbiettivo), ma anche un'idea alternativa di sviluppo economico: rimettendo al centro le persone e non l'astrattezza dei poteri finanziari, reintroducendo un concetto antico ma attuale, rivoluzionario in questo contesto, come la solidarietà.
Come Giovani Democratici di Siena, alle porte del 1° Maggio, vogliamo sottolineare la portata storica di questa ricorrenza che, tanto quanto il 25 Aprile, più che fermarsi ad essere una celebrazione ferma nel passato, deve saper indicare le priorità da perseguire nell'azione politica che da oggi si mette in moto per costruire un futuro migliore.
Le nuove classi dirigenti hanno il compito di declinare in maniera attuale e convincente quei valori e quel coraggio che hanno portato a conquistare diritti e tutele irrinunciabili e fondamentali. Oggi il mercato del lavoro è mutato radicalmente, negarlo non solo è miope, ma pericoloso: significa non riuscire a capire realmente le problematiche attuali;
Il governo ha iniziato a mettere alcuni paletti importanti per diminuire la precarietà del mercato del lavoro, ma, nonostante si venga da anni di riforme inconcludenti e dannose, si deve far di più e farlo meglio: le partite iva devono essere più tutelate ed incentivate: bloccare l'aliquota contributiva della gestione separata INPS al 27.7% è stata una grande vittoria, ma dobbiamo trovare i finanziamenti per poterla abbassare ancora, così da stimolare di nuovo ed aiutare una generazione che non ha scelto di prendere partita iva per gestire immani capitali ereditati o acquisiti, ma si è ritrovata a doverlo fare perchè unico possibile accesso ad un reddito.
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