Expo 2015 ai nastri di partenza: così la Asl 10 si occupa di cibo

L’appuntamento è ormai alle porte: il 1 maggio inizia Expo Milano 2015. Nei padiglioni realizzati su un’area di 200 ettari si mettono in mostra 145 Paesi che fino al 31 ottobre si confronteranno su “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, questo il tema dell’Esposizione Universale.

Cibo, alimentazione, salute: inevitabile che all’evento partecipasse la Toscana con le sue tante eccellenze in questi settori. Anche l’Azienda sanitaria di Firenze porterà il suo piccolo contributo all’evento mondiale presentando 4 progetti selezionati dall’assessorato alla salute fra i tanti che vedono impegnati i professionisti della Asl 10 sul fronte della nutrizione.

A fianco dei progetti di cooperazione sanitaria e di relazioni internazionali, legati alla dimensione planetaria dell’evento, la Asl porterà la sua esperienza nel campo della Medicina complementare, che da diversi anni ruota intorno al centro Fior di Prugna, e quella maturata con il progetto “Pranzo sano fuori casa”, volto a sensibilizzare e indirizzare gli addetti alla produzione e somministrazione di alimenti – spesso eccessivamente calorici, poveri in vitamine e minerali, ricchi in sale e grassi – affinché la qualità nutrizionale  divenga una prerogativa essenziale  dei prodotti alimentari offerti. Nei 48 esercizi commerciali che aderiscono al progetto, fra cui alcune mense collettive, è possibile consumare un pasto sano, gustoso e nutrizionalmente bilanciato, nel rispetto dei principi della “Piramide alimentare toscana”.

La sicurezza degli alimenti è del resto una materia su cui la Asl di Firenze è impegnata in prima linea, con una struttura appositamente destinata a questo fronte. I controlli sull’intero processo produttivo, garanzia fondamentale della salubrità degli alimenti, sono affidati a diversi organismi competenti – l’Arpat, l’Istituto zooprofilattico sperimentale, i Carabinieri dei Nas – e ovviamente ai servizi di Sanità pubblica veterinaria e di Igiene degli alimenti e della nutrizione della Asl. Le funzioni da parte di queste ultime sono prevalentemente di prevenzione, mentre, ai Nuclei antisofisticazione sanità dei carabinieri è affidata la repressione.

Nel corso del 2014 le due strutture dell’Azienda sanitaria di Firenze hanno effettuato 1.560 accessi in stalla per controllo degli animali, 3.124 audit ufficiali con imprese del settore alimentare, eseguendo 8.367 visite su altrettanti animali per l’individuazione di malattie infettive, rilasciando 490 certificazioni, e 5.500 ispezioni su animali macellati.

Sono inoltre stati eseguiti 1.802 campionamenti su alimenti, 28 ispezioni su impianti che gestiscono  sottoprodotti di origine di animale, 50  su imprese di  produzione e commercializzazione di mangimi. A questo va aggiunta l’attività in campo micologico: 41 perizie micologiche e  controlli su imprese alimentari, 198 categorizzazioni del rischio in imprese del settore, 282 certificazioni di funghi destinati al consumo diretto e 12 corsi   in campo educativo.

Sul fronte più strettamente medico l’Azienda sanitaria di Firenze si occupa direttamente o indirettamente di alimentazione quando segue, per esempio i pazienti diabetici o quelli obesi.

Per i primi, oltre ai Servizi di diabetologia che affiancano i medici di medicina generale nel prendere in carico il 5,5% della popolazione – è un dato toscano – affetto appunto da diabete, c’è l’equipe multidisciplinare composta da diabetologi, chirurghi vascolari, cardiologi interventisti, internisti, ortopedici, infettivologi, dietisti, infermieri esperti nel wound care, che dal 2013 al Palagi si occupa della complicanza più temuta ed invalidante di questa malattia cronica: il “piede diabetico” che, se non prevenuto e curato, porta inevitabilmente all’amputazione d’arto. Sono circa 60 i pazienti finora inseriti nel percorso.

Per i secondi a Santa Maria Nuova c’è una equipe multidisciplinare che comprende 4 chirurghi, 1 anestesista, 1 dietista, 1 endocrinologo e 1 psichiatra capaci di guidare le persone in sovrappeso – 1 milione e 200 mila solo in Toscana, si calcola il 20% circa della popolazione nei paesi industrializzati – ad affrontare le varie problematiche della loro condizione fino all’intervento di chirurgia bariatrica.

Un altro filone è proprio quello dei disturbi del comportamento alimentare, anoressia e bulimia in primo luogo: a volte per alcune persone il cibo rappresenta un pericolo da cui difendersi, e ciò che nutre diventa ciò che distrugge. Il rifiuto o l’impossibilità di alimentarsi o, viceversa il mangiare a dismisura oltre le normali necessità senza assaporare sono malattie della mente che si manifestano attraverso il corpo e colpiscono soprattutto giovani donne, appena adolescenti, fino a mettere a repentaglio la propria vita. Esiste un centro ambulatoriale della Asl 10 per disturbi del comportamento alimentare a Lastra a Signa, nel quale collaborano psichiatri, psicologi, endocrinologi e dietisti che, per i casi più critici, si appoggiano al reparto di medicina dell’ospedale di Figline Valdarno, ai servizi di Careggi e del Meyer, a presidi convenzionati. Negli ultimi 3 anni lì sono state seguite in media circa 70 persone con questa patologia.

Un accenno merita anche la struttura di Nutrizione clinica che nel Dipartimento di medicina si occupa dei pazienti affetti da malnutrizione per eccesso (sovrappeso e obesità di vario grado), per difetto (magrezze patologiche e anoressie) e, in generale, dei disturbi della nutrizione primari o secondari, cioè conseguenti a patologie di vario genere (malattie croniche, insufficienze di organo, patologie oncologiche, malattie infiammatorie croniche intestinali, esiti di interventi chirurgici, invecchiamento ecc...). La struttura coordina inoltre le attività di nutrizione artificiale enterale e parenterale sia nei 5 ospedali aziendali, sia sul territorio, dove il paziente viene seguito a domicilio fino allo svezzamento e al conseguente ritorno all'alimentazione per bocca. Ha attualmente in carico 645 pazienti, l'85% in nutrizione enterale attraverso peg, digiunostomia o sondino nasogastrico, e il 15% in nutrizione parenterale attraverso catetere venoso centrale.

Ci sono infine una serie di iniziative legate a un uso più attento dei cibi sia da parte dei pazienti che del personale dipendente: si va dall’uso delle caraffe con cui ad ogni singolo ricoverato nei reparti degli ospedali aziendali viene distribuita acqua potabile anziché acque minerali in bottigliette di plastica al menù vegetariano, e all’occorrenza vegano, per i degenti. E ancora, sempre per chi deve rimanere in corsia e consumare il pasto in ospedale, frutta  e verdura stagionale e di filiera corta nel vassoio consegnato a letto, valutazione annuale degli scarti e mensile delle caratteristiche quali-quantitative dei pasti da parte della dietista.

Nelle mense aziendali oltre a una ampia scelta vegetariana sempre disponibile (legumi, polpette vegetariane, hamburger di soia etc.), c’è la tovaglietta della salute per orientare le scelte a tavola e scegliere il proprio piatto sulla base dei colori che indicano le calorie. Anche qui almeno una volta al mese menù vegetariano-vegano e con  prodotti di filiera corta, 2 volte al mese cibi che si richiamano alle tradizioni culturali di altri paesi e, infine, un servizio di spesa ordinabile via internet e consegnata sul luogo di lavoro con prodotti a chilometri zero che si chiama “cambio spesa”.

Fonte: Ufficio stampa Az. Sanitaria Firenze

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