
Il candidato presidente alla Regione Toscana Tommaso Fattori risponde al Presidente uscente Enrico Rossi secondo cui (Huffington Post del 21/04/2015) i migranti "accolti" in suolo italiano dovranno "restituire alla comunità che accoglie un servizio di pubblica utilità. Tale attività dovrà essere svolta senza remunerazione".
Scrive Tommaso Fattori sulla sua pagina Facebook:
La proposta - che risente del clima elettorale e della crescente egemonia leghista - si fonda sull'idea che chi arriva in Italia sia in debito per il solo fatto di aver varcato i confini. Ma è così?
Secondo i dati forniti dall'Istituto di Studi e Ricerche Leone Moressa, nel 2012 l'Italia ha speso per le famiglie degli immigrati 12,6 miliardi di euro, pari all'1,6% della spesa pubblica complessiva. E quanto ha avuto dagli stessi immigrati nel medesimo anno? Ben 16,5 miliardi di euro così suddivisi: 7,6 miliardi di contributi IRPEF e 8,9 miliardi di contributi previdenziali degli stranieri. Nel complesso, i migranti hanno "fruttato" all'economia italiana 3,9 miliardi di euro. E spesso sono costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento e con orari iper-flessibili.
Sono loro che, con turni massacranti e straordinari non pagati, stanno tirando su quella mega-macchina dello spreco chiamata EXPO. Sono loro a morire in silenzio nei cantieri, discriminati da una società che non gli affitta neppure una casa oppure li mette in stamberghe ammuffite a prezzi raddoppiati.
Ah dimenticavo, gli immigrati creano anche lavoro: possiedono l'8,2% delle imprese presenti in Italia e questo genera altri 85 miliardi di valore aggiunto, perché - è ovvio - danno lavoro anche a noi. A noi, che gli distruggiamo i paesi con le nostre guerre neocoloniali.
No, Presidente, i migranti non sono in debito con noi. Lo so, in campagna elettorale sono cose scomode da dire ma bisogna avere il coraggio di dirle.
Fonte: Ufficio Stampa
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