
Per riporre nella loro sede originaria le lapidi che ricordano l'eccidio del Duomo del 22 luglio '44 dal palazzo comunale è nato il comitato 'Ferruccio Parri'. Sotto i loggiati di San Domenico nel centro storico di San Miniato si è riunito oggi, giovedì 23 aprile, il gruppo, nominato come il padre costituente che fu presente all'apposizione della prima lapide nel 1954, formato al momento da 20 firmatari.
Tra di loro cittadini noti come l'allenatore ed esponente di Sel Renzo Ulivieri, gli ex sindaci della città della Rocca Angelo Frosini e Alfonso Lippi, il professore Mario Caciagli e Laura Cavallini, consigliere comunale per la lista 'Immagina'. Ma anche ex consiglieri in quota PD come Veronica Bagni, presente nella prima legislatura dell'attuale sindaco Vittorio Gabbanini. Oltre a persone che hanno prestato servizio per il Comune come Roberto Cerri, bibliotecario di lungo corso al momento a Pontedera, e Luigi Falchi.
Proprio a Gabbanini viene rivolto l'appello per "non archiviare le due lapidi in un museo, le quali hanno rappresentato sempre un messaggio di pace", come afferma Cavallini.
Come procederà il comitato - Tutte le azioni possibili saranno seguite: è in programma l'estensione dell'adesione sia per via cartacea (con riunioni ed incontri) sia online (attraverso un blog e una pagina Facebook). Al momento è in corso anche l'esposto alla Procura della Repubblica fatto dalla Cavallini stessa, ma per questo ci vorrà del tempo.
L'amarezza dell'ex sindaco - La posizione di Angelo Frosini è chiara: "Sono serviti 8 anni di lavoro e di ricerca durante il mio mandato dal 1999 al 2009 per arrivare a far incidere la seconda lapide con le parole di Oscar Luigi Scalfaro. Il lavoro di 70 anni di amministrazioni comunali è finito in pochi minuti". Resta l'amarezza per un gesto, quello dell'attuale sindaco, in discordanza con il passato: "Ai tempi Gabbanini era presidente del Consiglio comunale e si disse entusiasta di quella scelta".
I punti oscuri - Nonostante il Pd locale si sia espresso per voce del capogruppo in Consiglio Spadoni, non mancano le polemiche. "Per fare un museo ci vogliono anni, la nostra decisione di rimetterle sulla facciata del Comune è logica e breve", commenta il comitato. Sulla possibile contraddittorietà delle due versioni, la prima che dà la responsabilità ai nazisti e la seconda che evidenzia il grave errore degli Alleati, Cavallini risponde: "Le lapidi non sono contraddittorie, ma si integrano. Sono l'espressione di quel lunghissimo percorso di partecipazione pubblica".
I firmatari - Bagni Veronica, Baldinotti Fulvia, Benvenuti Lorenza, Caciagli Mario, Cavallini Laura, Cerri Roberto, Cianetti Luigi, Fancelli Maria, Frosini Angelo, Lippi Alfonso, Matteoli Caterina, Mecca Saverio, Pettinà Manila, Pezzino Paolo, Pistolesi Piero, Profeti Vanna, Senese Salvatore, Torti Cristiana, Ulivieri Renzo
- (foto gonews.it)
- Angelo Frosini e Laura Cavallini (foto gonews.it)
- Laura Cavallini (foto gonews.it)
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- (foto gonews.it)
- (foto gonews.it)
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- Angelo Frosini (foto gonews.it)
- Il comitato ‘Ferruccio Parri’ per il ripristino delle lapidi antifasciste sul palazzo comunale di San Miniato(foto gonews.it)
- Il comunicato della sezione Anpi di Montopoli – San Miniato sul Comitato permanente antifascista
- L’atto di costituzione del comitato ‘Ferruccio Parri’
Elia Billero
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