
"Siamo vicini ai familiari delle vittime della strage del treno 904. L'assoluzione di Salvatore Riina ognuno di noi cercherà di comprenderla leggendo la motivazione di sentenza. Ma non possiamo non essere vicini alle parti civili, costituite nel processo che si è tenuto a Firenze, per capire fino in fondo le responsabilità mafiose in un massacro come quello dell'antivigilia di Natale del 1984.
Difficile resta da ingoiare come facesse Salvatore Riina il 'Capo dei Capi a non sapere ciò che avveniva alla Stazione di Santa Maria Novella mentre veniva messo su di un carrello l'esplosivo che di lì a poco sarebbe detonato in galleria". Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione famigliari vittine dei Georgofili. "Le 'esitazioni' di questi ultimi periodi delle Corti di Giustizia verso i rappresentanti della mafia - prosegue -, crediamo a causa di poca attenzione per la normativa antimafia da parte del potere politico e la smisurata attenzione posta in essere per contro dalle Corti Europee dei 'diritti' dell'uomo, anche se appartenenti a organizzazioni criminali, fanno temere per le vittime della mafia e per la loro fame di giustizia".
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