
L'idea del Campus al museo sotto Pasqua, lanciata da Regione e Anci Toscana, d'intesa con alcune sedi museali nelle province di Firenze, Pisa e Siena, per far trascorrere ai più giovani un'intera giornata a contatto con arte e storia nelle corso delle vacanze pasquali in compagnia degli educatori tra attività ludico educative, laboratori creativi, escursioni e momenti di relax, ha riscosso un successo che suona di buon augurio per i progetti futuri.
I dati delle icrizioni parlano di 80 bambini accettati più 20 in lista d'attesa al Museo di Storia Naturale di Calci (PI), posti esauriti al Santa Maria della Scala di Siena, al Museo di Palazzo Vecchio, al Museo Horne e al Museo Marino Marini di Firenze, dove hanno partecipato bambini che non avevano mai visto prima il museo di età tra 7-10 anni. Domani 15 aprile, al Museo del Tessuto di Prato, sarà la volta di una giornata di formazione per tutti i musei riconosciuti di rilevanza regionale. Saranno forniti tutti gli strumenti per programmare nelle prossime vacanze scolastiche i campus estivi nei musei, con l'obiettivo dichiarato di coinvolgere con questa iniziativa tutto il territorio regionale.
L'idea nasce alla fine dello scorso anno con un duplice obiettivo: da una parte valorizzare il servizio dei centri estivi per consentire una migliore conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa; dall'altra per qualificare il servizio offerto attraverso un coinvolgimento di strutture come musei, e a breve anche biblioteche, così da creare un'esperienza legata alla cultura, allo sviluppo delle potenzialità di creatività, apprendimento e socializzazione dei bambini.
I musei devono diventare sempre più luoghi di vissuto quotidiano, e i campus sono davvero una sperimentazione educativa e formativa che dovrà trovare sbocco in una rinnovata strutturazione degli interventi per i centri estivi. Attraverso le forme del gioco, le nuove generazioni possono entrare a contatto con il museo non più vissuto come luogo vecchio e polveroso, ma come passaggio importante di esperienze significative di formazione, grazie ad una didattica incentrata sul gioco, sull'interazione, sull'apprendimento esperenziale dell'ascolto e dell'osservazione.
Fonte: Regione Toscana
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