
Limature, risparmi per i cittadini, riorganizzazione del Comune per fare economie. Queste sono le “braccialate” che abbiamo letto recentemente sui media aretini, con Matteo Bracciali che dà le dritte per raggiungere questi risultati.
“E’ una cosa che mi fa sorridere da una parte e infuriare dall’altra – interviene M. Cristina Nardone, candidato a sindaco della lista “Dalle chiacchiere alle soluzioni” – Innanzitutto perché il candidato a sindaco in salsa renziana continua a parlare di Nuova Stagione, facendo credere di rappresentare la discontinuità rispetto all’amministrazione Fanfani-Gasperini, ma sappiamo benissimo che non è così. Lui è la continuità.
Ci chiediamo cosa abbia fatto fino ad oggi, mentre sedeva negli scranni del consiglio comunale se non gli va bene niente di ciò che il Comune ha fatto negli ultimi anni”.
Acqua, energia e rifiuti. Quando Bracciali fa riferimento alle bollette che devono pagare gli aretini, dovrebbe ricordarsi che se sono salate è anche grazie alla sua amministrazione, che consente a Nuove Acque di comportarsi come se non ci fosse un partner pubblico e che lucra su un bene come l’acqua.
Stesso discorso vale per i rifiuti e l’energia. Il Pd, quindi Bracciali, ha votato per creare dei “giganti”, vedi Sei Toscana, che gestiscono i beni primari per fare business, con la connivenza dei Comuni, ormai pilotati dalla politica per assicurare poltrone e incarichi.
“Poi non importa se l’acqua aretina è la più cara o se Nuove Acque si permette di attivare il deposito cauzionale, perché se c’è chi non paga dobbiamo essere noi cittadini a rimetterci i soldi…cose incredibili.
Senza dimenticare il responso disatteso di un referendum, quello che prevedeva l’abrogazione della ‘remunerazione del capitale investito’ dalla bolletta idrica dei cittadini. Peccato che sia rimasto tutto immutato, a discapito degli aretini e a pro di Nuove Acque. Con me, Arezzo volta pagina” conclude Nardone.
Fonte: Ufficio Stampa
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