Aumenta la tassa di soggiorno, Villa (FI): "Assurda gabella che penalizza il turismo"

Tommaso Villa

«La tassa di soggiorno, così com’è oggi, è un’assurda gabella che penalizza il turismo, in una regione come la Toscana che non può permettersi ulteriori aggravi fiscali, e coloro che decidono di pernottare a Firenze come nelle altre località turistiche del nostro territorio»

Così il consigliere regionale di Forza Italia, Tommaso Villa, vice-presidente della Commissione Beni e attività culturali, in merito all’aumento della tassa di soggiorno di ulteriori cinquanta centesimi per ogni turista che pernotti a Firenze entrato in vigore oggi.

«Siamo di fronte a un ulteriore balzello – di entità ragguardevole – che, essendo calcolato pro-capite,  penalizza le famiglie e i gruppi grandi o piccoli che siano. Andrebbe quindi ridotta, o contenuta al minimo possibile e comunque definita tenendo in considerazione l’imposta adottata dai comuni limitrofi se se vuole evitare il rischio che i turisti decidano di andare a pernottare nell’hinterland, con relativi mancati indotti per le strutture cittadine e di conseguenza per il Comune di Firenze stesso.

«Ma al di là del caso fiorentino è opportuno fare una riflessione generale: non si può andare avanti senza definirne il reimpiego nei vari Comuni che hanno deciso di imporla, rendendola più omogenea, e reinvestendola in modo che a giovarne siano gli stessi operatori del settore e fruitori dei servizi turistici. Infine sarebbe doverosa una riduzione progressiva per i soggiorni più lunghi, per non penalizzare coloro che decidono di fermarsi per più tempo in una stessa struttura. Tutto ciò partendo, naturalmente, da un dialogo strettissimo con gli operatori dei servizi alberghieri», incalza il consigliere azzurro.

«Per essere trasparenti al massimo, quindi andrebbe comunicato in modo esplicito e chiaro, sia agli albergatori, sia ai turisti, a quali progetti o servizi verrà destinata - sportelli turistici, marketing territoriale, attività di restauro e manutenzione o anche per alcuni sgravi, applicando concretamente il principio del “do-ut-des”. Operatori e contribuenti non saranno comunque lieti di riscuoterla e pagarla, ma almeno sapranno dove andrà a finire e potranno anche vedere se viene spesa bene», conclude Villa.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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