FabricaComune: "Irregolarità e lavoro senza diritti. Il sindaco si occupi della questione appalti"

Lisa Lavoratorini, a sinistra, e Dusca Bartoli (foto gonews.it)

"Le esternalizzazioni dei servizi e delle fasi lavorative all’interno delle aziende stanno generando condizioni di lavoro sempre peggiori e offrono il fianco alla penetrazione di sistemi illegali che coinvolgono spesso anche sedicenti cooperative che di questo nobile termine si fregiano, ma poco rispettano il contenuto reale. Accanto a realtà meritevoli, che sono da sempre una risorsa della comunità, ci sono situazioni in cui i soci lavoratori vengono tenuti all’oscuro dell’andamento dell’azienda, sottopagati, sfruttati, e magari gli viene negato anche l’accesso agli atti aziendali, come se non avessero titolo a contribuire alla gestione dell’azienda, che invece è il cuore del concetto stesso di cooperativa. E poi si scopre che su 60 controllate addirittura in 40 si riscontrano irregolarità di vario tipo. L’allarme della CGIL in tema di appalti non può lasciarci silenti. “Anche nel nostro territorio esistono tante situazioni di occupati a cui non vengono garantiti i diritti minimi per svolgere il proprio lavoro (…). Appalti affidati al ribasso ad aziende o cooperative. Compensi di 3-4 euro attribuiti a volte ai lavoratori, spesso a fronte di un impegno giornaliero a dir poco incontrollato. Per finire con la tristemente frequente assenza della clausola sociale nei contratti stipulati” (….). E ancora “Su un campione di 60 cooperative prese in esame addirittura i 2/3 sono risultati irregolari per i motivi più diversi”.

Il tema degli appalti necessita di una risistemazione a livello nazionale che si proponga di garantire diritti e tutele per i lavoratori e di contrastare l’illegalità.

Ed in questo senso va la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL che chiede di consolidare ed estendere la clausola sociale, di ripristinare la responsabilità solidale negli appalti, di contrastare le pratiche di concorrenza sleale tra le imprese e di ridurre le stazioni appaltanti, che in Italia sono oltre 30mila, proposta che sosteniamo ed inviteremo tutto il consiglio a sostenere.

Tuttavia anche gli enti locali possono agire in senso positivo per la tutela dei diritti dei lavoratori - che vengono messi in dubbio ad ogni appalto - e per contrastare l’illegalità.

Per questo abbiamo presentato una mozione che verrà discussa al prossimo consiglio comunale del 30 marzo che impegna la Sindaca ad inserire, in tutti i bandi e capitolati di gara, clausole volte a mantenere i livelli occupazionali e reddituali delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare inserendo la cosiddetta “clausola sociale” e i contratti collettivi nazionali di lavoro da applicare. In modo che ad ogni appalto non siano i lavoratori a dover sopportare tutto il costo dei ribassi di gara rimettendoci soldi, condizioni di lavoro o addirittura il posto. Chiediamo inoltre che per l’aggiudicazione degli appalti si utilizzi sempre il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, e non quello del massimo ribasso (cosa per altro prevista da una legge regionale non sempre rispettata) e di adoperarsi per contrastare l’illegalità anche attraverso la promozione di sedi di confronto che coinvolgano le forze sociali finalizzate a monitorare e controllare le irregolarità".

Dusca Bartoli, Lisa Lavoratorini - FabricaComune per la Sinistra Empoli

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