
"Non vogliamo che nasca alcun equivoco. Noi siamo al fianco delle persone che fuggono dai loro luoghi natii alla ricerca di migliori condizioni di vita. Nel caso dei cosiddetti “profughi” ci troviamo innanzi ad uomini e donne che fuggono per la sopravvivenza, da scenari terribili: di guerra, morte e disperazione.
Noi riteniamo che abbiano il diritto di essere accolti, e nel nostro mondo non vi è alcuno spazio per i seminatori di odio.
Non abbiamo paura di questi uomini e di queste donne che raggiungono il nostro paese. Ci fanno paura ed orrore, al contrario, coloro che speculano sul loro dolore per quotarlo sul mercato elettorale.
E ci riferiamo – per essere precisi - a Matteo Salvini e alla Lega Nord.
La soluzione di rinserrare 70 persone in un ex albergo chiuso da anni per affidarne la “gestione” a cooperative di cui poco si sa - e quel poco che sembra emergere non rassicura stante le tristi vicende di cronaca giudiziaria che hanno coinvolto il nostro paese – è uno scenario che ci vede contrari proprio perché crediamo - e fortemente – in un’accoglienza che salvaguardi la dignità di ogni singola persona.
La regione Toscana insieme agli enti locali ha un suo modo di concepire ed organizzare l’accoglienza, profondamente diverso rispetto a quello che sembra emergere dai bandi ministeriali intermediati dalle prefetture. E' stato da sempre promosso e realizzato, attraverso una rete territoriale di soggetti pubblici e privati impegnati nel sociale , un sistema di accoglienza diffuso che risponde in maniera dignitosa all'arrivo dei migranti e che cerca di evitare il fenomeno di ghettizzazione di persone che condividono esperienze di vita terribili.
Questo territorio ha gestito nel 2011 l'accoglienza di 40 persone nell'ambito del progetto “Emergenza Nord Africa” conclusosi positivamente nel 2013, e dal 2014 accoglie 20 titolari e richiedenti asilo attraverso il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, e altre 22 persone del progetto Emergenza Prefettura. L'esperienza maturata ha dimostrato che il fenomeno migratorio deve essere affrontato attraverso la programmazione di interventi tesi a garantire l'autonomia personale ed economica, e quindi la dignità di chi cerca di realizzare nel nostro paese il proprio progetto. Le soluzioni semplicistiche, come quelle proposte dai “commercianti” di vite umane non convincono chi crede nei valori che hanno ispirato le politiche adottate: solidarietà e umanità verso i più deboli.
Abbiamo una solida certezza: questa operazione – se realizzata – non porterà alcun vantaggio o miglioramento per i “profughi”.
I vantaggi andrebbero tutti ad altri soggetti, probabilmente più interessati al “business” che alla vita di questi uomini e donne.
Chiederemo ai nostri parlamentari di intervenire nelle appropriate sedi istituzionali per chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda".
Sel Santa Croce
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