Forza Italia sui percorsi 'gender' nelle scuole, la vice coordinatrice Tanti: "Assedio ideologico"

Lucia Tanti (foto Facebook)

Il comunicato stampa di Forza Italia Arezzo:

Padre e madre sono concetti stereotipati o ruoli sociali “imposti”? Pare di sì, almeno secondo i percorsi formativi recentemente avviati in alcune scuole aretine grazie a un finanziamento di 40mila euro stanziato dalla Regione e redistribuito dalla Provincia a tre associazioni. “Nuovo alfabeto familiare”, “Storie di un altro genere”, “Atelier dei diritti”, “Pari e impari”: questi i titoli dei progetti finalizzati a trasmettere “il sapere di genere alle nuove generazioni”, senza avere l’accortezza di informarne dettagliatamente i genitori dei bambini coinvolti.

«Dopo il caso di Trieste, ora Arezzo: siamo di fronte ad un assedio ideologico. La scuola non può essere considerata come un luogo privato ad uso e consumo di associazioni che con i soldi ottenuti dalla politica indottrinano i ragazzi», attacca Lucia Tanti, vice coordinatrice di Forza Italia Arezzo e responsabile regionale del dipartimento Istruzione.

«Inaccettabile che si diano soldi per portare dentro le aule convinzioni legittime ma opinabili che intendono mettere in discussione la famiglia così come la definisce la Costituzione – cioè formata da un uomo ed una donna - e che vorrebbero abolire il concetto di “babbo” e di “mamma” per sostituirlo con la ridicola accezione di “genitore 1” e “genitore 2”. Se ci sono associazioni che hanno queste idee – degne di rispetto ma non di marchette politiche - sarà bene che si facciano portatori di questi messaggi fuori dalle scuole e che si frughino in tasca propria per sovvenzionare le loro iniziative», prosegue la dirigente azzurra.

«Ciò che è ancora più grave è che l’ingresso di queste idee nelle classi sia sovvenzionato dalla politica che, alla chetichella e senza informare le famiglie sui contenuti, pretende di imporre, tramite associazioni ben pagate, punti di vista in modo parziale e senza offrire convinzioni alternative. Non è in discussione la libertà d’espressione, ma prima di tutto è necessario ci sia rispetto e trasparenza, e in questa vicenda al contrario si è avuto poco rispetto per le famiglie, nessun rispetto per i ragazzi e ci si è mossi in maniera poco trasparente», incalza Tanti puntando il dito contro alcuni enti locali e le dirigenze scolastiche che hanno avviato i progetti senza nessun confronto con i genitori.

«Mi aspetto che si sospenda tutto con tanto di scuse, che le risorse siano impegnate per progetti condivisi e che in futuro nessuna scuola accolga questi pacchetti “formativi” imposti, altrimenti saremo costretti a segnalare agli organi di controllo del Ministero - e non solo - questo fatto per capire se, come penso, non ci si trovi dinnanzi ad azioni illegittime che non tengono conto del diritto di informazione che si deve alle famiglie in materia di educazione quando si toccano temi sensibili e delicati che riguardano le convinzioni più intime delle persone soprattutto se i protagonisti ignari sono i bambini».

Fonte: Forza Italia Arezzo

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