Scomparsa di Vittoria Silvestri Pancioli, il cordoglio della presidente di Confindustria

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Foto d'archivio

Con la scomparsa di Vittoria Silvestri Pancioli perdiamo, tutti quanti, un esempio di vita e di imprenditoria.

La conoscemmo, noi di Confindustria, come moglie devota del nostro allora presidente Francesco Pancioli, che guidò l’organizzazione dal 1973 al 1975. Alla scomparsa del marito, la signora Dede elaborò il profondo lutto in maniera per i tempi impensabile; si mise alla guida dell’azienda, e ne perpetrò lavoro e memoria, diventandone il fulcro. Lei che era nota per il suo gusto estetico, per la delicatezza dei tratti e dei comportamenti diventò una donna di impresa e a tutto tondo, fino a conseguire il meritato titolo di cavaliere del lavoro.

Il suo modo di intendere il ruolo di imprenditore fu per i tempi particolare; considerava la sua industria parte del territorio, e le molte attività che svolse a favore della città facevano parte della visione globale della Kartos.

Oltre che per i ruoli delicati che ha ricoperto in Associazione (di cui fu tesoriere e proboviro) la ricordiamo per essere stata la principale artefice del premio di laurea dedicato alla memoria del marito: un concorso rivolto alle tesi in economia pistoiese, che si è svolto per oltre venti edizioni, di cui l’associazione curava l’organizzazione.

Nel comporre queste righe, abbiamo ripercorso la storia del Premio; che, leggendo oggi, aveva aspetti incredibilmente originali e lungimiranti. Per gli argomenti affrontati, in primo luogo: dalle terme, al vivaismo, dallo studio sulle principali industrie della provincia alla storia di imprese e comparti locali magari scomparsi; ma anche lavori di marketing avanzato, di analisi economica sottile ed articolata, studi sul sistema viario e di trasporti come asset alla moderna produzione.

Il fatto poi che la cerimonia di premiazione si svolgesse nei reparti dell’azienda aggiungeva valore all’iniziativa: il reparto per un giorno era il luogo dove si festeggiavano le migliori e più fresche menti della provincia, “ragazzi” che oggi spero che ricorderanno quel giorno e quella pergamena.

Alcuni abbiamo incontrato, nella nostra attività di impresa e di associazione, e  ne cito un paio, per rammentarli tutti; nel 1998, ottennero il secondo premio “ex aequo” la giovane Federica Fratoni e Fabio Calamati giornalista del Tirreno.

E ricordo, con tutti i miei colleghi, la signora Dede; per me, prima donna alla guida di Confindustria Pistoia, è importante anche sapere che cammino su strade aperte da persone come lei.

 

Federica Landucci, presidente Confindustria Pistoia

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