Qualità del lavoro e dell’impresa, un convegno per fare il punto e lanciare nuove proposte

“L’iniziativa rappresenta il tratto finale di un lungo percorso di cinque anni di legislatura, che ha fatto del lavoro – ha dichiarato Marco Manneschi, consigliere del Popolo toscano - il punto centrale del nostro programma politico”. “E’ stato fondamentale occuparsi in questi anni delle aziende in crisi – ha proseguito Manneschi - ma è stato altrettanto decisivo visitare e mettere in risalto anche quelle imprese performanti, di qualità, che sono in grado di far crescere l’economia regionale, ad iniziare dall’esportazione di prodotti e sevizi tipicamente toscani”.

La qualità del lavoro e dell’impresa toscana è stata infatti al centro del convegno, organizzato dal gruppo consiliare Il Popolo toscano – Riformisti 2020, con l’associazione Firenze Civica. “Sono 3.500 le aziende di eccellenza in Toscana – ha sottolineato il vicepresidente del consiglio regionale Giuliano Fedeli – ed è stata importante, in questi anni, la collaborazione, proficua, che si è venuta a cerare tra le istituzioni regionali e le imprese che eccellono per la qualità delle loro produzioni e, nonostante la crisi, per i risultati economici ed occupazionali”. “Proprio per questo – ha concluso Fedeli – le istituzioni devono stare vicine alle imprese e capire di cosa hanno bisogno, e offrire gli strumenti per consolidare il loro successo”.

Quindi, il fil rouge del convegno è stato: come si esce dalla crisi? “Dalla crisi si esce investendo sulla qualità di impresa, e sopratutto sulla qualità del lavoro, sulla preparazione e qualificazione dei lavoratori – è stato sottolineato più volte dai relatori – ponendo al centro il benessere del lavoratore stesso, coinvolgendolo anche nelle performance aziendali. Così le aziende possono esaltare il capitale umano ottenendo in breve tempo una crescita non solo quantitativa ma anche qualitativa”.

Il dibattito è poi entrato nel vivo, con la presentazione di alcuni dati a cura di Nicola Sciclone, Irpet Toscana, il quale ha evidenziato che “la Toscana, dopo il Trentino, è la regione che ha avuto una maggiore tenuta nel corso della crisi, ma non solo, è sempre la nostra regione a registrare una grande capacità di esportazione, con una crescita del 22%, e quindi 17 punti in più rispetto al dato nazionale, addirittura maggiore rispetto a quella tedesca”.

Hanno preso parte alla prima sessione del convegno “Economia toscana: dati e bilanci”, anche Silvia Marengo della Confartigianato Imprese Pistoia, Lisa Canaccini di Familylab Italia e Francesco Clementi, di Associazione Firenze Civica.

Durante la seconda sessione “Economia toscana: riflessioni e proposte”, sono stati affrontati gli aspetti che più volte le imprese sollevano, ad iniziare dalla sburocratizzazione, della amministrazione digitale e sopratutto la possibilità di ottenere risposte concrete dalle istituzioni. Sono intervenuti Marco CarraresiComponente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Toscana, Sergio Casella, President & CEO Paper Converting Machine Company Italia Spa e autore de “La morale aziendale” e Daniele Quiriconi, Responsabile Mercato del Lavoro Segreteria CGIL Toscana e autore de “Lettere dall’inferno”.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, il quale ha ricordato i vari strumenti adottati per sostenere l’impresa e i lavoratori toscano elencando puntualmente i vari bandi pubblicati in questi anni dalla Regione. L’assessore ha sottolineato un elemento fondamentale per tenere acceso il motore dell’economia: “Non vi è buona impresa se non vi è tutela dei diritti dei lavoratori”.

Il convegno si è concluso con una promessa: incrementare, da parte delle istituzioni, i rapporti direttamente con le imprese e sostenere il benessere dei lavoratori, quale elemento fondante della qualità dell’impresa, e quindi dell’economia.

Fonte: Ufficio Stampa

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