
Uguaglianza, sfida, superiorità, difesa, protezione, diffidenza, accettazione, stima. Dai racconti delle esperienze delle donne nelle Forze Armate e nelle Forze dell’Ordine, queste sono le sensazioni trasmesse loro da colleghi militari nelle esperienze sul campo. Questa mattina al convegno “Donne e divisa”, promosso dal Consiglio regionale, a raccontare le loro storie di militari, madri e soprattutto di donne sono state Marta Compagnone, capitano della Guardia di Finanza, Silvia Brini, capitano di corvetta dell’Accademia Navale, Loriana Armellini, commissario capo Forestale, Febea Fiori della polizia penitenziaria, Elisabetta Mancini dirigente Polizia di Stato, Polfer Toscana, Claudia Mesina, comandante compagnia dei carabinieri, Signa e Veronica Palombi, tenente della brigata paracadutisti della Folgore.
“In Consiglio regionale – ha detto il vicepresidente dell’Assemblea toscana Giuliano Fedeli – abbiamo dato ampio spazio alle Forze armate. Ogni anno abbiamo ospitato una mostra dedicata ad una specifica realtà, dall’Accademia navale alla Polizia di Stato e ogni iniziativa è stata l’occasione per divulgare le loro competenze”. Nel suo intervento Fedeli ha parlato delle Forze armate come di “una sorta di laboratorio sociale dove si sperimentano nuovi termini di relazioni di genere” e di un’integrazione di genere da considerare come un processo di ampia portata”.
“Il mondo militare – ha concluso Fedeli – appare ancorato ad una cristallizzazione dei ruoli su base sessuale e continua ad assegnare a uomini e donne ruoli separati e più precisamente agli uomini il ‘warfare’ e alle donne il ‘welfare’”.
Parlando di normativa sulla parità di genere, “la legislazione italiana – ha detto il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi - è all’avanguardia perché è stata elaborata sulla base delle altre, quindi conoscevamo vizi e virtù della legislazione delle Forze armate di paesi stranieri”. “L’immissione delle donne nelle forze armate – ha aggiunto Rossi – è soggetta anche all’aspetto culturale, è l’approccio di un mondo che era prettamente maschile alle donne che non ha un’evoluzione improvvisa solo in funzione della normativa ma un’evoluzione in costante positività, che necessita tempo per svilupparsi in modo completo”.
Barbara Henry della scuola superiore Sant’Anna di Pisa ha parlato di stereotipi e delle problematiche di genere. A moderare l’incontro è stato il giornalista Fabio Chiucconi.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa
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