Memoria: il diario di Elio Bartolozzi dal testo al palcoscenico

Dal testo al palcoscenico, “La mia vita prigioniera”, tratto dal diario di Elio Bartolozzi è andato in scena, questa mattina, nell’auditorium del Consiglio regionale.

“Dobbiamo mantenere vivo il filo della memoria – ha detto il vicepresidente dell’assemblea legislativa Giuliano Fedeli – ricordare gli eccidi del passato e collegarli al presente, ai piccoli eccidi di tutti i giorni”. “Il Consiglio regionale – ha aggiunto – avverte con responsabilità l’impegno di ricercare e divulgare le memorie testimoniate”.

La curatrice dell’opera, Marta Baiardi dell’istituto storico della resistenza, ha parlato della storia del diario, nato nel lontano 1945, rimasto in un cassetto per molti anni, pubblicato nel 2011 dalle edizioni dell’Assemblea e oggi diventato uno spettacolo teatrale. “Il diario – ha detto – è scritto con realismo, testimonianza dei fatti senza troppi sentimentalismi nel rispetto della verità”.

Lo spettacolo, per la regia di Francesca Uguzzoni e con l’elaborazione grafica di Silvia Uguzzoni, narra la storia di Bartolozzi, interpretato da Alessandro Varrucciu, contadino toscano del Mugello, che nell’aprile 1944, per aver aiutato dei partigiani, fu preso dai tedeschi e dai repubblichini. Dopo la cattura venne portato prima a Villa Triste, poi al carcere delle Murate e da qui a Fossoli, a Bolzano, a Mauthausen ed a Gusen, dove fu liberato il 5 maggio 1945. La narrazione dei fatti è in prima persona, nel rispetto della lingua di Elio, fiorentino, con le sue imperfezioni, i suoi accenti e le sue strutture grammaticali. La scelta morale di Bartolozzi, semplice contadino non politicizzato, rappresenta a pieno merito quella resistenza civile, rimasta sempre in ombra rispetto a quella armata, nucleo di quell’humus ribelle ed antifascista che nutrì e sostenne i partigiani italiani.

Fedeli ha definito lo spettacolo teatrale “un ottimo esempio di come sia possibile recuperare e trasmettere la memoria”. Infine, un pensiero ad Elio Bartolozzi “esempio di coraggio e dignità che deve restare ai nostri giovani”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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