
La riforma sull’edilizia popolare è legge. Ma già la Cisl Pisa ed il suo sindacato inquilini Sicet la bocciano senza appello. Il segretario provinciale e regionale di Sicet, il pisano Daniele Cosci, è molto critico su molti punti. Il primo: «la decisione di affidare ai singoli comuni la stesura dei bandi e dei regolamenti di utenza, rischia di produrre disparità evidenti di trattamento tra cittadini egualmente gravati da difficoltà abitative».
Il secondo: «quanti chiedono un alloggio Erp dovranno dimostrare di vivere nel territorio regionale da almeno cinque anni: ma questo requisito è in contrasto con l’articolo 120 della Costituzione italiana, che difende la libera circolazione delle persone e il diritto al lavoro in qualunque parte della nazione».
E poi: «chi chiede un alloggio popolare non deve essere proprietario di un alloggio di qualsiasi tipo. Di conseguenza, se un assegnatario di alloggio Erp eredita una parte di alloggio non sufficiente alla famiglia e abitato, per esempio da altri coeredi, perde il diritto all’alloggio popolare e rischia di restare senza casa».
Critiche anche sul criterio di assegnazione dei punteggi: «Saranno previsti solo 2 punti per sfratti per finita locazione e nessun punteggio per le famiglie sotto sfratto per morosità, ma solo una riserva del 25% degli alloggi in assegnazione ogni anno».
Secondo uno studio del Sicet «la quota del 25% di alloggi Erp da riservare agli sfrattati è chiaramente insufficiente». Un esempio su tutti: «ogni anno si rendono disponibili, nella sola città di Pisa, non più di 75/80 alloggi popolarti ma solo nei primi sei mesi del 2014 sono stati eseguiti 84 sfratti. I comuni, specie i capoluoghi, dove l’emergenza casa è particolarmente sentita, avranno serie difficoltà a gestire le diverse situazioni».
Inoltre il criterio di assegnazione dei punteggi «assegna un notevole punteggio a chi, tra i candidati all'alloggio Erp, vive con ammalati o disabili (per le condizioni socio-sanitarie si può arrivare fino a 15 punti, su un totale di 27) ma, ad esempio, appena due punti a chi abita in una roulotte e nessun punteggio a chi abita in alloggi non igienici».
Risultato? «Se una famiglia di 4/5 persone abita - come capita piuttosto frequentemente - in un alloggio di 50 metri quadri e per mancanza di reddito non paga più l'affitto e per questo è sotto sfratto, non ha alcuna prospettiva di accedere all’alloggio popolare.
Fonte: Ufficio Stampa
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