
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la nuova disciplina per l’assegnazione, la gestione e la determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia pubblica, che modifica la legge 96 del 1996.
Tra gli obbiettivi: ridurre il disagio abitativo di chi non è in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato; garantire che l’edilizia residenziale pubblica sociale rispetti i principi di economicità ed equità; favorire processi di razionalizzazione promuovendo la qualificazione del patrimonio pubblico; introdurre requisiti di accesso più rigorosi e prevenire possibili abusi e speculazioni come subentri o morosità.
In particolare, tra i requisiti di accesso sono richiesti: il radicamento territoriale di almeno 5 anni, l’assenza di titolarità del diritto di proprietà (impossidenza), usufrutto, uso e abitazione su beni immobili ad uso abitativo e mobili (auto di lusso, autocaravan, imbarcazioni). Inoltre, si è prevista la condizione di assenza di occupazioni abusive nei 5 anni precedenti la presentazione della domanda. Si è introdotto poi il calcolo del reddito Isee come strumento di misurazione delle condizioni economiche per l’accesso alle prestazioni sociali, e quindi per l’assegnazione degli alloggi pubblici.
Tra i criteri di selezione dei beneficiari, da un lato si sono rafforzate le situazioni che danno diritto a punteggi aggiuntivi come la presenza nel nucleo familiare di anziani o disabili, dall’altro si sono ridimensionate le condizioni per situazioni contingenti come gli sfratti. Più spazio anche al concetto di storicità di presenza con punteggi aggiuntivi per chi risiede nell’ambito territoriale da oltre 10 anni o per chi è in graduatoria da almeno 4.
Tra le novità, l’introduzione della possibilità di assegnazione degli alloggi non ristrutturati, consentendo agli assegnatari di effettuare i lavori relativi. Il canone minimo di locazione viene aumentato da 12,40 euro a 40 euro mensili, per coprire almeno le spese di gestione amministrativa.
Il dibattito
E’ stato il presidente della commissione Mobilità ed infrastrutture, Fabrizio Mattei (Pd), ad illustrare il testo, sottolineando l’importanza dell’intervento legislativo a distanza di quasi venti anni. “La Giunta ci ha presentato una buona legge, che non abbiamo fatto fatica ad approfondire nel corso di specifice audizioni, in alcuni casi doppie – ha affermato il presidente - Abbiamo introdotto alcune modifiche, accogliendo con grande disponibilità i suggerimenti che ci sono stati dati. Emendamenti di merito, e non ideologici”. A suo giudizio, con questa legge la Toscana si pone tra le regioni più avanzate nella disciplina del settore.
“E’ una legge che non mi convince - ha dichiarato Monica Sgherri (capogruppo Rc-Ci) – Si fa un’operazione non corretta, che sposta il baricentro verso il disagio sociale, a danno del disagio abitativo”. Sgherri ha ricordato che l’edilizia residenziale pubblica nasce nel nostro paese grazie ai fondi Gescal, un ‘prelievo forzoso’ sul lavoro dipendente per assegnare un alloggio a chi non poteva permetterselo. “Si cambia la destinazione di questo patrimonio – ha aggiunto – in un momento nel quale le famiglie si vanno impoverendo sempre di più. Si impedisce una possibilità di accesso, senza aver minimamente risposto ad un bisogno”. Sgherri ha espresso inoltre perplessità sull’utilizzo autorizzato per le emergenze sul territorio, con una riserva al 25% per gli sfratti e sull’aumento del canone minimo a 40 euro.
“Sono invece del tutto convinto di questo intervento legislativo, atteso da molti anni ed assolutamente necessario”, ha replicato Paolo Bambagioni (Pd), che ha sottolineato l’impegno dell’assessore Saccardi per portarlo a termine. A suo parere si introducono elementi di una maggiore giustizia sociale, specie nei comuni a più alta densità abitativa, senza tollerare ‘scorciatoie’ di alcun tipo.
L’assessore Stefania Saccardi ha sottolineato la precisa volontà di introdurre in legge “principi forti”, che indicano la direzione verso la quale si vuole andare, a fronte di un cambiamento profondo dei bisogni e delle attese della società. “La sostanza della norma è che negli alloggi popolari deve andarci chi ha bisogno davvero”, ha rilevato, precisando che l’introduzione dell’Isee è previsto dalla legislazione nazionale, con prevedibili difficoltà nella prima fase di applicazione, per la quale è giusto immaginare un percorso graduale. “Non si può non tenere conto della situazione complessiva e del patrimonio disponibile, come altre proprietà residenziali o auto di lusso”, ha aggiunto. In questa prospettiva, ha ricordato che non si ritoccano i canoni, proprio in attesa di vedere la reale incidenza dei nuovi criteri. “Se qualcuno non può far fronte all’aumento del canone minimo, è giusto che si rivolga ai servizi sociali”. A suo parere non è opportuno mettere mano adesso alla legge del 2014 sulla vendita degli alloggi, che è ancora in fase di attuazione, ed alla revisione dei Lode e delle Agenzie per la casa. Saccardi ha infine sottolineato la semplificazione e lo snellimento delle procedure introdotte per la gestione dei bandi, con una maggiore autonomia per i Comuni.
Sono state invece respinte altre quattro proposte di legge di iniziativa consiliare, in particolare quella illustrata da Giovanni Donzelli (capogruppo FdI) che riservava una percentuale dell’80 degli alloggi ai cittadini italiani, e quella illustrata dal consigliere Jacopo Ferri (Forza Italia), che proponeva di ridurre il numero dei Lode e delle agenzie per la casa ed introduceva le graduatorie aperte.
“Sbagliato utilizzare il criterio dell’ISEE per stabilire i canoni d’affitto delle case popolari, perché questa scelta avrebbe penalizzato i piccoli risparmiatori e avrebbe tutelato gli extracomunitari che risultano nullatenenti perché spediscono all’estero tutti i loro risparmi”. E’ quanto dichiara il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia e candidato governatore Giovanni Donzelli insieme ai consiglieri Marina Staccioli e Paolo Marcheschi. “Bene la moratoria da sei a dodici mesi, nel frattempo vinceremo le elezioni ed elimineremo questa follia”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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