Piano Paesaggistico, Romanelli (Sel): “Se è la versione di luglio la votiamo"

Mauro Romanelli

Il Presidente Rossi ha affermato che se in queste ore non sarà trovato un accordo nel suo partito non c’è altra strada che tornare al Piano Paesaggistico già adottato dal Consiglio in prima votazione, quando anche noi di Sel abbiamo votato a favore. Ovviamente, se così fosse, sarei molto contento di votarlo, come l'abbiamo votato a suo tempo” dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

“Certo per SEL una convenienza politica gretta, adesso che siamo passati all'opposizione, potrebbe indurre a sperare che le cose vadano male e che il Piano Paesaggistico sia il peggiore possibile, così da poterlo criticare aspramente in campagna elettorale. Ma questo non fa parte della nostra etica e del modo di fare politica che abbiamo scelto di perseguire come Sinistra con una cultura di Governo”. 

“Attendiamo quindi le ultime vorticose riunioni “democratiche” e il parere del Ministero dei Beni Culturali: se si tornerà alla versione originale, non avrò difficoltà a votare il Piano e a riconoscere la bontà della cosa, anche perché sarà ascrivibile senz'altro al merito del Presidente Rossi, ma anche a quello dell'Assessore Marson, e soprattutto dei tanti cittadini e comitati che si sono mobilitati in queste settimane e si stanno mobilitando in queste ore per salvare i crinali delle Apuane e l’integrità del nostro litorale”.

“E un po’  di merito sarà anche di una Sinistra in Consiglio Regionale che è stata sul merito, non si è mai posta sull'Aventino, e ha sempre detto che era disposta a sostenere il Piano se nei contenuti condivisibile. Vogliamo essere una Sinistra utile, che ormai ha fatto una scelta che non cambierà in ogni caso dopo questa vicenda, ma che deve sempre e comunque porsi l'obiettivo di migliorare i provvedimenti e ottenere risultati concreti a beneficio dei cittadini e dell'ambiente”.

A oggi solo la Puglia, guarda caso con un Presidente di sinistra, ha adottato un piano paesaggistico adeguato al Codice dei Beni culturali: la Toscana perderà quest’occasione di civiltà lasciando campo libero a biechi interessi speculativi o vorrà essere, come in passato è stata, una regione simbolo?” - conclude Romanelli.

Fonte: Ufficio Stampa

Notizie correlate



Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro

torna a inizio pagina