Nozze gay, Manif Pour Tous risponde al sindaco e porta ad esempio Dolce e Gabbana

Un momento della manifestazione

In riferimento alle odierne dichiarazioni del sindaco Barnini sulla decisione del Tar del Lazio le Manif Empoli hanno inviato alla redazione il seguente comunicato analizzando un'intervista rilasciata da Dolce e Gabbana.

"L'Italia sprofonda, tasse in aumento, produzione industriale in calo, tante promesse disattese come abolizione IRAP. Tutto questo mentre i sindaci del nostro Comprensorio gioiscono per una notizia che in realtà non gli dà ragione, perché il Tar del Lazio esprime comunque la tuttora vigente illegalità della decisione che loro hanno preso con la trascrizione delle nozze gay.

Desta una forte preoccupazione leggere che qualcuno possa esultare per questa notizia in un Paese dove le famiglie - qualunque famiglia - anche quelle assurde che loro promuovono (vedi il caso della Tailandia con un matrimonio in tre), non possono vivere perché non ci sono le condizioni. Hanno dato l'esempio che chiunque non sia d'accordo con lo status quo ha il diritto di forzare il sistema. Questa non è democrazia, perché se ognuno fosse autorizzato a fare questo ci ritroveremmo in una anarchia. Qui si è perso il buon senso ed è grave che a perderlo sia proprio il primo cittadino. 

Fa poi riflettere come, parallelamente all’esultanza dei sindaci del nostro Comprensorio, Panorama abbia riportato giusto ieri un’intervista a due autorevoli omosessuali italiani che hanno ribadito il loro attaccamento alla famiglia naturale, alle tradizioni, agli affetti più veri, alle mamme, alle donne con le loro gravidanze. Colpiscono le loro affermazioni cariche di buon senso, da due persone la cui storia personale ha evidentemente insegnato quali sono i valori da difendere. Fra le più significative:

"Non l'abbiamo inventata mica noi la famiglia. L'ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c'è religione, non c'è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d'amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni".

“La famiglia non è una moda passeggera, è un senso di appartenenza".

"Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c'è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia."

La risposta di Dolce alla domanda “come sarà il mondo per i nipoti” dà da pensare: «Solitario, confuso, troppo libero per dare la felicità».

In tutta questa situazione rimane difficile comprendere il silenzio di politici e responsabili di associazioni del nostro comprensorio davanti a queste affermazioni. Certamente la maggioranza non concorda con la posizione dei sindaci, ma perché tutti tacciono? in particolare chi si dichiara cattolico, viste le continue esortazioni del Papa, come possono mettere a tacere la propria coscienza? Gli imperatori gay della moda sono stati capaci di dire queste cose e invece altri che per vita, valori e cariche istituzionali avrebbero il dovere di parlare ma rimangono in silenzio, che ne sarà del nostro futuro?

Respiriamo già l’aria della possibile legge Scalfarotto che limita la libertà di espressione? All’interno dei partiti locali nessuno si accorge di questa falsa emergenza?

A questo riguardo l’Avv. Amato ha affermato che un giorno ci verrà chiesto conto di questo silenzio. A futura memoria, a futura vergogna".

Fonte: Ufficio Stampa

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