Usb denuncia la carenza di mezzi e organici dei vigili del fuoco

Ancora una volta siamo a denunciare la cronica carenza strutturale di mezzi e organici dei Vigili del Fuoco. La situazione di emergenza che si è creata in Toscana a causa del forte vento è la riprova delle nostre continue denunce sulla crisi del CNVVF che subisce una dirigenza ingessata dalle logiche del Ministero dell’Interno e dalle incapacità dei Prefetti messi a capo di una macchina ai più completamente
sconosciuta.

Senza dubbio il maltempo e il fortissimo vento hanno causato danni ingenti in regione, ma una struttura come i VVF ha il dovere di essere pronta e preparata con uomini e mezzi per affrontare anche situazioni ben più gravi. Siamo coscienti che il territorio nazionale, ed in particolare quello Toscana, sono a rischio per molteplici fattori, il fattore industriale con impianti catalogati ad alto rischio su tutte le provincie con ingenti depositi di gas, esplosivi e rischio chimico- biologico (http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/dati/aziende-a-rischio-incidente-rilevante-esiti- delle-verifiche-ispettive-anni-2012-2013 ) ; numerose aziende ad alto rischio di incidente
rilevante “Normativa Seveso” sull’area Fiorentina e quella portuale di Livorno (http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/dati/stabilimenti-soggetti-alla-normativa-seveso-art.-8-rapporto-di-sicurezza-anno-2011 );

una classificazione sismica “Zona 2” di tutta la zonaappenninica, ricordiamo la scossa magnitudo 5.2 del Giugno 2013 in Lunigiana; una regione con un alto rischio idro-geologico con eventi gravi degli ultimi anni: alluvione in Maremma con 2 morti e decine di salvataggi Ottobre 2014; Maremma Grossetana con 6 morti e 700 sfollati nel Novembre 2012; esondazione del Carrione e alluvione di Marina di Carrara nel Novembre 2014 con 1 morto e 20.000 persone
alluvionate, una stima di 100 mln di danni; nel Novembre 2012 ancora la zona di Massa-Carrara con 5000 abitazione sotto 1 metro di acqua e oltre 300 sfollati; Ottobre 2010 3 vittime per alluvione a Prato; frane e smottamenti in provincia di Pisa e in particolare a Volterra con il crollo di 30 metri della cinta muraria medioevale nel Marzo del 2014 costata oltre 2 mln di Euro e lo sgombero di 11 famiglie; la recente tromba d’aria a Stabbia di Cerreto Guidi e nell’Empolese con 39 feriti, 600 abitazioni e 50 aziende produttive evacuate perché
danneggiate dalla furia del vento, il crollo della scuola a Lazzeretto col ferimento di due bambini.

Questo un elenco parziale degli eventi calamitosi che si sono verificati nella nostra regione nei soli ultimi anni. Fino ad arrivare ad oggi con una stima di danni di 400 mln, otre 200.000 utenze senza energia elettrica nelle prime ore dell’evento, oltre 6000 interventi richiesti ai Vigili
del Fuoco sin dalle prime ore.

Per fronteggiare la situazione i lavoratori Vigili del Fuoco stanno lavorando ininterrottamente con turni di 24 ore che si ripetono ogni giorno, ci sono casi di raddoppio di turni e ulteriori straordinari che porteranno a lavorare per 96 ore ad una settimana dall’evento, ci sono stati diversi infortuni tra i lavoratori VVF, per fortuna non gravi, dovuti anche ad un impegno oltre il limite e senza un adeguato recupero
psico-fisico.

Ogni comando provinciale ha adottato metodi diversi per raddoppiare i turni del personale, senza un coordinamento ed una uniformità da parte della Direzione Regionale, con dei paradossi evidenti come ad esempio Grosseto che, dopo un turno di lavoro di 12 ore, invia personale in missione a Pietrasanta alla fine del turno. Questa situazione, da sempre denunciata da USB VVF, è frutto di tagli indiscriminati al soccorso che da anni si abbattono sul Corpo Nazionale, il recente “Riordino” che taglia organici e nuclei specialisti in Toscana, il blocco dei richiami
dei precari a cui è stato azzerato il fondo, il deficit di organici che ci vede agli ultimi posti in Europa con una media di 1 Vigile ogni 15.000 abitanti contro una media europea di 1/1000 abitanti.

Per non parlare della carenza cronica di automezzi ed attrezzature, ci sono stati casi di squadre che non hanno potuto uscire dalla sede per portare soccorso ai cittadini semplicemente perché non avevano automezzi con cui raggiungere il soccorso, la
totale mancanza di Autoscale, piattaforme aeree per operare in spazi ristretti, Autogru e autopompe da anni mancanti, attuali automezzi che spesso lasciano a piedi le squadre che si recano sugli interventi. Nei giorni scorsi sono saltate completamente le vetuste Sale Operative che si reggono su impianti analogici degli anni 90, spesso aggiustate con fili elettrici e di rete installati da qualche pompiere volenteroso che si
arrabbia per le condizioni in cui è costretto a lavorare, consapevole che il suo lavoro in condizioni adeguate con uomini e mezzi e tecnologia ha un impatto diretto sulla vita e sulla salute dei cittadini che si rivolgono al 115 per chiedere aiuto. Siamo testimoni di numerose chiamate di cittadini in lacrime perché non ricevevano aiuto dagli enti locali, né dai gestori dell’energia e per questo continuavano a chiamare il
115 dove degli operatori professionali danno sempre, sottolineato sempre, una risposta al cittadino, con la passione e l’orgoglio di un Vigile del Fuoco.

Vogliamo porre anche una domanda ai cittadini e alle istituzioni: in questi eventi dove sono gli enti locali, dove sono tutte le risorse economiche investite in piani di Protezione Civile e volontariato? Dove sono se nelle prime fasi di questi eventi i cittadini si rivolgono agli unici professionisti del soccorso, i Vigili del Fuoco, che dopo qualche giorno vengono nuovamente oscurati dalla politica, salvo ricordarsi di
loro alla successiva calamità?

Vogliamo pertanto denunciare lo stato di crisi del Corpo Nazionale VVF e chiedere con forza che le istituzioni facciano, per una volta almeno, l'interesse dei cittadini, dedicando risorse e tempo ad un concreto progetto di rilancio del dispositivo di soccorso!

Fonte: USB Vigili del Fuoco della Toscana

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